PRIMO. 63
componimenti tanto gravi, doverebbono stu-diarne le regolo più di ogni altro, per saperdare intorno ad essi diritta sentenza : e in verobrutta e vergognosa cosa sarebbe elle nonsapesser darnela quelli i quali, benché nonsieno nè epici nè tragici nò comici, pure es-sendo lirici, e facendo sonetti tutto ’l dì, vo-gliono ad ogni modo esser poeti. E già ilmondo gli tien per giudici in ogni cosa; esol che uno abbia fatto alcun bel sonetto,lo chiamano a dar sentenza non che di qual-sivoglia poesia , come sono tragedie, com-medie , epopeje,ma anche di qualunque ma-niera di prosa, di storie, di novelle, d’orazioni,di dialoghi ; che par bene che chi ha saputofare un sonetto, saper debba tutte le cose.Io non cerco ora se il mondo s’inganni. Dicobene che tutti quelli che fan sonetti, massi-mamente se sono di qualche grido, dovereb-bono studiar molto e l’arte poetica e larettorica, per corrispondere a tanta e cosìmagnifica opinione che s’ha di loro.
E già panni d’aver detto abbastanza dellapoesia in generale , avendone mostrata ladefinizione, e provato, secondo le forze mie,che può quest’ arte a qualche modo insegnar-si ; et è utile, a chi voglia compor versi econseguir lode, il saperla. Se voi vorrete,gentilissima signora Marchesa, ricevere que-sto mio ragionamento con quella bontà concui riceveste già gli altri, io sarò più lietod’averlo scritto ; e se vi piacerà che egliesca insieme con quelli alla luce e vada in-nanzi a tutti, egli sarà disposto di obediryiin ogni cosa.