^O 11 AZIONAMENTO
di questo lo accende in desiderio di sa-pere delV uccisore di Lajo e di ricercarne Ti-resia . La risposta di Tiresia lo twba, e glifa prendere sdegno cantra Creonte. QuindiGiocasta per addolcirlo gli fa un suo raccon-to , per cui egli viene in maggior timore, evuole ad ogni modo veder il Pastore. Intantosopravviene il Nunzio di Corinto; e componendoegli con le parole di costui quello che. il Pa-slor dice, trova finalmente esser vero ciò cheinnanzi per le parole di Tiresia e di Gioca-sta uvea cominciato grandemente a temere,cioè, se essere incestuoso e parricida. Cosìsi legali le cose 1’uiia con l’altra facendolenascere 1’ una dall’ altra ; nel che è posta l’u-nità e la continuità dell’azione. La qual cosanon abbastanza avvertono quelli i quali sicontentano di metter varii avvenimenti l’unodopo l’altro, senza prender cura che l’unodipenda e nasca dall’ altro ; e contravvengonoad Aristotele , il qual vuole che la favolaabbia principio, mezzo e fine ; che è quantodire, che il primo avvenimento sia principiodi quei che seguono , e questi sieno il mezzoper cui dal primo si viene all’ ultimo che èil fine. Nè può certamente dubitarsi che untal legamento di parti non dia una gran bel-lezza alla tragedia, e la renda più dilettevole;il qual legamento mettendo gli animi in aspet-tazione dell’esito, e tenendogli tuttavia sospe-si, dà anche luogo a quelle inquietudini e aquei timori di cui dee essere sparsa la tra-gedia tutta.
Nè però si disdice, che procedendo la serie