SECONDO. « 1
degli avvenimenti così, come abbiamo detto,alcuno ne sopravvenga il qual non dipendada gli altri, e però, unendosi a gli altri ,faccia nascere il fine più comodamente. Nel-l’Edipo sopraggiunge il Nunzio recando lanovella della morte di Polibo. Nè ciò dipendein verun modo dalle cose precedenti. Questiaccidenti, che così sopravvengono, si chia-mano episodii ; nè voglion però in una tra-gedia esser molti, sebbene usati con giudiciodanno vaghezza alla favola, la quale senza diessi non così facilmente arriverebbe al suofine; onde pare che anzi che guastar l’unitàdell’azione, la compiano più tosto e la ador-nino , legandone meglio le parti, e servendoal seguito e alla continuazione di essa.
All’unità dell’azione due altre sogliono ag-giungersene, cioè l’unità del luogo e l’unitàdel tempo. Un Francese d’assai chiaro nome,di cui voi, signora Marchesa, avrete lette leopere, non dìsprezzando queste due unità ,disprezza quelli che ne trattano, affermandoche dove sia l’unità dell’azione, non puònon essere eziandio 1’ unità del luogo e l’u-nità del tempo, non potendo un’ azion solaesser fatta, se non iu un luogo solo e in untempo solo ; però esser vano prender cura diqueste due unità quando si servi la prima,cioè quella dell’ azione. Il che saria vero, sel’azione fosse una e semplice ; ma essendo ,come sopra si è detto, composta e implicatadi molti accidenti, potrebbon questi avvenirel’uno in un luogo, V altro in un altro, nètutti ad un tempo. Però molti vogliono, anzi