SECONDO. r;3
si dice un fatto verisimile, non altro si vuoleintendere, se non che un fatto il quale sipresenti all’animo con qualche probabil ra-gione d’esser tenuto per vero ; e perciocchéanche un fatto strano e maraviglioso può re-car seco molte ragioni per cui possa credersivero, per ciò anche un fatto strano e mara-viglioso può essere verisimile. E qui, se labrevità mel comportasse , farebbe luogo diesporre quali sieno quelle ragioni che soglionofar creder veri gli avvenimenti che si nar-rano. Io ne accennerò una o due, acciocchénon debba dirsi che io le abbia tralasciatetutte.
Oltre 1’ autorità della comun voce e dellafama , la quale vai molto a far credere veraqualsisia cosa, può anche il fatto stesso averein se quanto basti perchè la stranezza nongli levi la fede. Se tu dirai che fu già unuomo il quale senza niuno appoggio e da sesollevavasi in aria, niuno il ti crederà ; mase tu dirai allo stesso tempo, quello esserestato uno de’ nostri Santi, gran contempla-tivo , ti sarà tosto creduto ; perchè non èvero quello che colui disse, niun miracolopoter essere verisimile, se non in quanto siaun sogno. Il che disse per commendare l’En-riade. Sia dovea più tosto commendarla d’al-tro. Perciocché quelli che credono le cosedi là, e non ignorano che grandissima partehanno le intelligenze superiori ne’nostri af-fari , sono anche disposti a credere i mira-coli , qualora sieno proposti loro e come fattida chi potea fargli, e in quella occasione e