7 4 RAGIONAMENTO
in quel modo che convenivasi ; e così pro-posti , quantunque sieno miracoli, non lascialid’essere verisimili. E verisimili eran purepresso gli antichi le apparizioni de gli dii, egli oracoli e gli augurii secondo la credenzaloro. E quindi è che ne riempivano le lortragedie, nè credevan per ciò di farle menverisimili; anzi credevano di dover confor-marsi all’opinione del popolo; nel che con-siste quasi del tutto la verisimiglianza. Serveanche molto a far tener per vero un fattoquantunque strano, il credersi che esso siastato preso da qualche istoria ; sapendosi chein lunghezza di tempo succedono ancora lecose strane , e che molte verissime se neposson raccogliere , ricercandole tra molte na-zioni per molti secoli; il che si fa leggendole istorie.
E quindi è che molti hanno stabilito quasiper regola, che il fatto che vuol rappresen-tarsi nella tragedia, debba esser preso daqualche istoria ; e perchè saria difficile trovarnell’ istoria alcun fatto il quale avesse tuttele condizioni che alla favola si convengono( delle quali condizioni parte abbiamo qui so-pra esposto , e parte esporremo appresso ),per ciò hanno voluto che il poeta, presoche abbia il fatto dall’ istoria, lo disponga poie muti a modo suo, aggiungendo e levandoquanto a lui parrà necessario. Ed acciocchéil popolo non si accorga d’una tal mutazio-ne, e non venga per ciò in sospetto del fattostesso, per questo hanno anche voluto cheesso si prenda da una di quelle ist.orie che