SECONDO. r;5
meno si leggono, e delle quali il popolo pocopiù sa che il nome.
E certo che il proporre al popolo alcunacosa la qual tutti sappiano esser falsa, sidisdice; e molto più ne darà compassioneuna sciagura la qual si creda essere vera-mente avvenuta , che un’ altra la qual si credadel tutto finta. E questa è la ragione perchèi maestri ci hanno tanto raccomandata nelletragedie la verisimiglianza ; e così sopra essainsistono, che la richiedono non che nell’a-zione e nel fatto, ma ne i costumi, comeappresso diremo , e nelle sentenze e fino nelleparole ; così che parte non sia in cui essanon debba aver luogo. Ma io non so poiperchè il popolo non possa tener per veraun’azione, quantunque non si ricordi di averlaletta in niuna istoria; et avendola egli purper vera, così moversi a compassione, comese vera fosse. Nè è meli dolorosa e lagri-mevole la sciagura d’Ulisse il Giovane chequella di Edipo, benché quella sia tutta fa-volosa , e questa si appoggi, come dicono,a qualche istoria ; ma il popolo non sa nèP uno nè P altro , e le riceve amendue d’unistesso modo.
Fin qui parmi avere spiegato come un fattostesso possa essere insieme verisimile e in-sieme maraviglioso , et anche di aver mo-strato il principio della verisimiglianza , ilqual consiste nel far sì che possa credersi,quell’avvenimento che pigliasi a rappresenta-re , essere veramente una volta accaduto. Hoancora notato alcuni luoghi onde può nascere