Band 
Volume I.
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SECONDO. jQ

leggermente aspettarsi. E così sono, se la me-moria non me ne inganna, tutte o quasi tuttele scene di quella tragedia. Le quali io nondico che non sieno belle ; che anzi n ha al-cune che a me pajon per molte ragioni bel-lissime ; ma se son belle, sono per altro. Eciò basta perchè la tragedia meriti quelle lodiche le si danno. E più ancora, a mio giudi-ciò , le meriterebbe, se avesse meno del ro-manzesco, e fosser le parti di essa più legatetra loro e connesse. Che , a dir vero, quelladiscesa improvvisa deMori, e il fortunatoesito del duello, più che dalle cose preceden-ti , nascon dal caso. Di tali accidenti può fin-gerne il poeta sempre che a lui piaccia. La-scio stare che quellinnamoramento della fi-gliuola del Re io non so in tutta quella favolaa che serva. Ma io estimo che sia tanto dif-ficile il formare una perfetta favola , che nonbisogni in ciò nojar troppo i poeti. La Bere-nice, come tragedia più semplice, pare ancorpiù connessa. Ha anche alcun poco di quellamaraviglia di cui parliamo. Antioco fa appre-star le navi per partirsi e allontanarsi da Be-renice, indi a poche ore monta su le navimedesime e parte con esso lei. Nel primoatto della tragedia esce Berenice \ e credendodi far piacere ad Antioco, gli racconta lefeste grandissime che per lei si dispongonoin Roma ; ed è questo appunto quello chepiù lo crucia.

Ma tornando a noi, hanno gli antichimostrato un mezzo assai comodo per farnascere -questi accidenti del tutto contrarii