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Volume I.
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allaspettazione ; ed è quello die suol chiamarsiagnizione, e si fa quando viene a conoscersiche una persona sia di una nascita o di unacondizione o di un grado di cui non credeasiche ella fosse ; poiché da questo riconosci-mento facilmente nascono accidenti fuori dell a-spettazione.

Vuoisi bene che il riconoscimento, o vogliamdire , agnizione, si appoggi a indizi! certi chemanifestino pienamente la cosa, e la mettanofuor di dubbio. Al che però basta talvolta unsegno impresso nel corpo, come sarebbe unacicatrice, un neo ; ed anche alcuna particolarmaniera, un gesto, un movimento della boc-ca, un volger docchi, che possono a talunofar conoscere la persona qual sia. le agni-zioni però che si fanno per tal modo, si sti-mano assai perfette ; Sofocle si contentòdella gonfiezza depiedi per riconoscere inEdipo il figliuolo di Lajo.

Agnizione bellissima si crede esser quellache fassi, secondo che i letterati soglion dire ,per sillogismo ; io dirò, per argomentazione ;ed è quando comunicando insieme molte per-sone , e scoprendosi a poco a poco quelloche ognuno sa, se ne argomenta la nascitao la condizione di alcuno che ninna di quellesapeva. Di che abbiamo un bellissimo esem-pio nell Edipo, dove Edipo stesso mettendoinsieme e raccogliendo le cose dettegli primada Giocasta , poi dal Pastore e dal Nunzio,non può non conoscere, se esser nato di Lajoe non di Polibo, e tutte quelle atrocità esservere che Tiresia e gli oracoli avean predette.