SECONDO. Si
L’agnizione facendosi a questo modo, vienea farsi, per così dir, lentamente e a poco apoco, onde apre un largo campo alle so-spensioni , alle ansietà, a i timori, e a tuttiquegli affanni che tanto piacciono nella tra-gedia. Può ancora facilmente far nascere diquegli accidenti che sono contra ogni aspet-tazione ; in che veramente il maravigliosoconsiste; imperocché niuna cosa, per grandeche ella sia, si dice essere maravigliosa, secosì grande, come ella è, potea di leggeriaspettarsi.
Abbiamo detto di sopra che la favola, ol-tre l’essere verisimile e maravigliosa, deeanche essere appassionata, ovvero affettuosa,che è quanto dire, atta a movere affetti. Ilche è chiaro , dovendo essa servir di argo-mento alla tragedia che è rivolta a questofine. Acciò però che la favola dicasi affet-tuosa, e sia, non basta già che essa contengain se qualche miserabile avvenimento ; biso-gna ancora, che essendo, come sopra è detto,composta di varii accidenti i quali si rappre-sentano l’un dopo l’altro in varie scene,molti di questi accidenti sieno valevoli, cia-scun per se, a movere le ansietà, i timori,le compassioni. E certo mal servirebbe unatragedia al suo fine, quando non avesse cheuna scena sola, in cui tali affetti si moves-sero ; anzi una scena sola, ove non fosse aju-tata dalle altre, non potrebbe movergli cheleggiermente ; imperocché poca compassionene daria un signor grande, se essendo intutto il restante della tragedia lieto e contento,Zanotti F. M. Fol. /. '6