8 a ragionamento
venisse in ultimo chi avvisasse, lui tl' improv-'viso esser morto; poiché nè, morto essendo,(laria compassione; che de’morti non s’hacompassioni quantunque dispiaccia la morteloro ; nè vivo potea darla, non sentendo egliallora la sua sventura. Dee dunque il poeta,per mio avviso, tesser la favola di molti ac-cidenti , che divisi in varie scene tengano glianimi in ansietà e in timore, come fece So-focle divinamente nell’ Edipo.
Di qui può vedersi, quanto giovar debbaal poeta tragico il sapere a memoria i luoghionde si traggon gli affetti, e massimamentela compassione; de’quali luoghi prima chetutti gli altri, per quanto io so , scrisse Ari-stotele , e forse anche meglio che tutti glialtri. Voi non vorrete però, gentilissima si-gnora Marchesa, che io qui ora partitamentegli spieghi, ed entri in così gran pelago, esarete contenta che uno solo ne accenni ilqual serva d’esempio. Io dico dunque che adaccrescere la compassione verso un infelice ,gioverà grandemente il mostrare che pur pocomancò a quel misero per isfuggire la suasciagura ; e sarà questo un luogo bellissimodella compassione. Però ben se ne valse co-lui, il quale, raccontato avendo d’Eurinome ,che vinta dal dolore s’era gittata in mare faggiunse :
E tre, passi mancar’ che non la tenni.
Stolti luoghi simili a questo ne mostra Ari-stotele che servir possono alla compassione e adaltri affetti. Io non so però, perchè, mettendovi