84 RAGIONAMENTO
in cui altri sieno incorsi, ma anche timoreche non vi incorrano. E se è così, par beneche quella favola che moverà la compassio-ne, avrà di leggeri mosso anche il timore}nè molto studio debba porsi a mover questo.E ciò è forse la ragione perchè Aristotele ,avendo proposto alla tragedia due fini, cioèil timore e la compassione, della compas-sione abbia poi detto assai, del timore, pocoo nulla.
Domanderanno alcuni: perchè non potrebbela favola avere un felice esito, e però nonesser diretta alla compassione ì Anzi perchènon potrebbe farsi una rappresentazione cheavesse qualunque altro fine più si volesse , etanto e tanto esser bella e nominarsi tra-gedia ? Nel qual caso sarebbe il poeta scioltoda tante avvertenze e tante regole, che nonmirano ad altro che alla compassione, e farpotrebbe le sue tragedie con maggior como-do. A questi io rispondo, che niente vietail fare una rappresentazione, dirigendola aqualunque fine T uom voglia, e potrà esserbella ; e se vorranno pure nominarla trage-dia , io non contrastarò del nome. Dico he-ne , clie siccome quelli che hanno diretta latragedia al fine di movere la compassione,hanno poi anche studiato i mezzi e gli arti-fìci! e le vie più acconcie per giungere a untal fine, e allora solo si credono aver fattauna bella tragedia quando hanno quelle viediligentemente tenute ed osservate ; così quellii quali volesser dirigere la tragedia, o qua-lunque si fosse rappresentazione, ad altro fine ;