RAGIONAMENTO III
ALLA NOBIL DONNA
LA SIGNORA MARCHESA
MARIA D O L F I RATTA.
DELLA COMMEDIA.
-8 o ni era più volte, gentilissima signoraM archesa, tra me lusingato , che avendo ioscritti que’ pochi avvertimenti, che già vi die-di, intorno alla tragedia, voi non avreste vo-luto che io scrivessi più altro, potendo peressi aver conosciuto abbastanza quanto io inmateria principalmente di poesia poco vaglia.Ma avendomi voi poscia significato di volereche io similmente vi scriva della commediae della epopeja , e delle altre forme di poesiache oggidì s’usano in Italia , per averne qual-che regola onde dirigere, come voi mi dice-ste , il giudizio vostro, ho creduto, l’una delledue cose aver voi mossa a così volere : operchè voi siate contenta di quel poco , anzipochissimo, che io ne so ; o perchè abbiatesperato, che seguitando io a scrivere di talimaterie, avrei profittato alcun poco, e scrittoforse delle altre parti della poesia alquanto