1-3 O RAGIONAMENTO
cendogli a riso , sia il fine proprio della com-media , non lascia però ella di avere ancheun altro fine che è comune a tutte le operedi poesia , ed è quello di ammaestrar gli ascol-tanti, e rendergli, quanto far si possa, mi-gliori. E ciò farà la commedia, se volgerà inridicolo i difetti de gli uomini; perchè alloragli ascoltanti , conoscendone la deformità ,cercheranno di astenersene; e questo è l’in-segnamento che la commedia dar dee.
Nè dee già ella, per motivo di ammae-stramento , dar lezioni di filosofia , nè met-tersi a spiegar sottilmente le pratiche dellearti, come si ordini un esercito, o come siformi una nave ; o, per discendere a cosepiù leggeri, come si cuocano le vivande, ocome si appresti un convito. Le quali cosea quei che vogliono appararle, si insegnanoseriamente ; e quelli che vanno alla comme-dia , voglion ridere. Quei dunque che perammaestrar gli. uditori fanno somiglianti le-zioni , si partono dal fine della commedia, econ ottima volontà fanno male.
Anzi essendo la commedia diretta al riso,e dovendo, mentre ciò opera, corregger puranche i difetti de gli uomini, assai per ciòsi conosce non dover essa voler correggereque’vizii che son tanto grandi che movonoorrore, e non lasciano luogo al riso. Chi sa-rebbe a cui sofferisse l’animo di volgere inridicolo il bestemmiatore, il traditor dellapatria, il parricida ? de i quali non si puòridere, tanto orror fanno.
Lasciando dunque da parte queste solenni