l38 RAGIONAMENTO
nella commedia. Imperocché molto maggiordiletto recherà certamente a gli ascoltantiquella favola che va a sciogliersi da se stes-sa, che non quella la qual sciogliesi a casoe per fortuna. Oltre che mostra il poeta averpoca arte, se a sciogliere e finir bene la fa-A r ola, ha bisogno, di un accidente che nonnasca da essa, ma debba farsi venir d’al-tronde ; il che è sempre facilissimo, nè grandeingegno vi si ricerca.
Niente era più facile a levar d’inquietudinee di pericolo Cinna ed Emilia , che far na-scere nel cuor d’Augusto una subita risolu-zione di perdonar loro il delitto della con-giura, e per una generosità d’animo, che nontroppo bene si intenda , colmargli di beneficiòA questo modo possono sciogliersi facilmentetutte le favole che si annodano di qualchegran misfatto, E per venire a un esempio diqualche commedia, io non so quanto debbapiacermi che l’ampia donazione fatta da Or-gone a Tartuf si sciolga in ultimo non peraltro che per un improvviso ordine del Re.D’altra maniera finisce l’Edipo ; perchè quel-l’ultima sciagura nasce dal voto di cui erasistretto Edipo fin da principio, e dalle di-chiarazioni fattegli prima dall’oracolo, poi daTiresia, indi da Giocasta , e ultimamente dalpastore; le quali dichiarazioni formano quasitutto l’ordine di quella rappresentazione. Magià di questo ho detto abbastanza, e per labrevità che mi convien seguire, forse anchetroppo.
Prima però di por fine a questo capo della