quarto. 241
dire, essere le agnizioni uno di quei capionde può trarsi la maraviglia.
Ma fie meglio incominciare dalla naturadella cosa istessa, e risalire a i principii ul-timi. Egli è certo, die acciocché un fattosia maraviglioso , fa di mestieri che egli siainaspettato ; perchè niuno si maraviglia diciò che già aspettava. Pure non basta ; per-chè niuno aspettava che oggi piovesse ; purepiovendo , niuno se ne maraviglia. Egli è dun-que necessario che all’ essere inaspettato qual-che altra cosa si aggiunga, acciocché quelloche è inaspettato, sia anche maraviglioso. Eprima gli si può aggiungere 1’ aspettazionecontraila , che è quando uno non solo nonaspettava che la cosa andasse come pur va,ma aspettava che andasse tutt’altramente. Equesto è propriamente il maraviglioso. Dicopropriamente, perchè ha un altro maravigliosomen proprio, non però forse men bello; et èquando l’avvenimento inaspettato si presentaall’animo con una certa vaghezza che piace,quantunque non si aspettasse il contrario. Diròdi questa vaghezza, in che consista, pocoappresso. Diciamo ora di quel maravigliosoche nasce per 1’ aspettazione contraria.
. questa maniera posson dirsi mara-
vigliosi tutti gli oggetti che si propongonoalla mente affatto strani e fuor d’uso ; comechi proponesse un uomo di smisurata gran-dezza , o un cavallo che volasse per aria, oun albero che parlasse; perchè ognuno aspet-tava che l’uomo fosse della grandezza chesogliono esser gli uomini, e fosse il cavallo,Zanotti F. M. Fol. L t6