QUINTO. 335
bastò al Petrarca per comporre quel leggia-drissimo sonetto :
Zejfiro torna, e J l bel tempo rimena.
Nè era difficile a ritrovarsi quel pensamento:siccome una cerea è coìta cl improw-.so dalcacciatore, così io fui colto da gli occhi vo-stri; del qual sentimento formò il Bemboquel vaghissimo sonetto :
Sì come suol, poiché’l verno aspro e rio.
Nè anche era difficile pensar ciò che pensòil Casa in quel maraviglioso sonetto :
La bella Greca, onde il pastore Ideo,
se si consideri il pensamento principale, ilquale in somma viene a questo: Elena, equalunque altra fu bella, sarebbe stata da voivinta di bellezza, anche a giiulicio di Paride .
Nè io dico già che non possa esser belloanche un sonetto il cui pensamento principalesia alquanto straordinario , e cercato con in-gegno e con fatica Dico solo non esser ciònecessario ; et io non so qual de i due di-mostri più valore, o colui che avendo tra lemani un sentimento naturale e semplice, safar di esso un sonetto bellissimo ; o un altrodie a fare un sonetto bellissimo ricerca sem-pre un sentimento nuovo e mirabile ; cheoltre che, essendo il sentimento principalecosì studiato, rade volte avverrà che quellostudio non levi l’affetto con cui vuol riguar-darsi l’argomento, e non induca affettazione;s’aggiunge ancora, che quel poeta, che compor