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Che se la pittura e la scoltura ci rappre-sentano all’animo le insensibili forme ed astrat-te , abbellendole di linee e di colori, chi nonTede, quanto più là si stendono queste artiimitando le cose , di quel che faccia la na-tura medesima producendole ì La qual naturacreò i metalli, gli animali, le piante; la ve-rità, la giustizia, il valore, e le altre immu-tabili forme ed eterne non creò. Ma io nonvoglio entrare ora in questa sottilità. Dicobeile che queste arti della pittura e dellascoltura, scegliendo sempre tra le formede’ corpi ad imitar le più belle, e questeistesse sforzandosi di rendere ancora più va-ghe e più perfette, par che voglian conten-dere e gareggiare in certo modo con la na-tura. La qual, cred’ io, godendo di esseretanto studiata da loro et imitata, e piacen-dole la gentil contesa, facilmente si lasciavincere e superare. E quindi è, che non èalcuno vagheggiator di bei volti, il qual, po-tendo formarsene uno a voglia sua, non anzisimile il facesse a un di quelli che nelle ta-vole del divin Rafaello veggiamo, che a ve-runo di questi altri che tutto giorno veggiamoprodotti dalla natura. Perciocché 1’ arte unisceinsieme quelle bellezze che la natura dispersee dissipò ; e panni di aver udito dire cheZeusi , raccogliendo in un solo soggetto tuttele grazie che trovò in molti compai’tite , dicinque giovani siciliane fece una Dea. Nè iodella natura mi meraviglio ; imperocché sic-come creò gli alberi, e commise all’agricol-tore di renderli più belli e più gentili, nè