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Volume I.
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461
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lettere 4<5t

a nome mio} ma quando mai vi facesse, iovi prego a scriverlo ? e cosi presentarglielocome se l 1 avessi scritto io medesimo. In sommaio voglio che voi non lasciate alcun mezzo ilquale conosciate potermi esser giovevole inquesto negozio. Muoja io, se io non fo contoche tutta questa faccenda sia a voi solo ap-poggiata , e non ad altri. Per 1 amor di Dio vedete che la mia speranza non minganni,e fate conoscere che 1 essere vostro amico eservidore siccome è stato di giovamento amolti, anzi pure a me stesso tante altre voltecosì lo sia anche ora. Di questo grandissima-mente vi prego e con tutto lanimo. Bologna ,8 decembve 1717.

3 . Al medesimo a Roma .

Poiché voi volete che io vi scriva dellapetizion mia, io, come quegli che ho quasitutta la mia speranza in voi collocata, potreifare altramente; vi scriverò prima della cosaistessa , e poi del desiderio mio , onde ver-giate e ciò che quella richiede, e ciò che ioda voi desidero. Fino a questora FÀssunteriadello Studio è stata più fissa in non volereche alcuna Lettura abbia a conferirsi, che innon volere che ella si abbia a conferire a me ;ed hanno creduto che debba guardarsi comereligione la determinazione che si fece, giàè molti anni, nel Senato , di non promovereninno a qual si fosse Lettura, se non dap-poiché tre almeno dei già promossi fossermancati ; cosicché ad ogni tre Lettori che