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per mio fratello medesimo. Se io v’andrò, ioV esorterò a venir poi a Bologna dopo Pasqua con mio fratello. Ringraziavi di ciò che midite del cannocchial Newtoniano di costì, eme ne piace la struttura ; ma quello spec-chietto piano quanto è egli lontano dall’ ocu-lar lente? come è grande? e di quale diame-tro è il concavo ? il qual pure dovrà essereinutile in quella parte che è attorno all’asse,cioè in quella in cui gli optici mettono leloro migliori speranze. Questa mattina ab-biamo aspettata l’ecclissetta del Sole che icalcoli faceano sperare: ma non s’è vedutonulla che ad ecclisse si rassomigliasse; e laLuna non avrà voluto questa volta obbedirecon tanta esattezza a voi altri astronomi. Eraviil sig. Abate Martino col sig. Vandelli e mionipote ; i quali ho salutati a vostro nome, evi risalutano. Le efemeridi hanno languito as-sai per la poco buona disposizione (dico dicorpo) del sig. Vandelli; alla quale s’è poi ag-giunta ancor quella del sig. Roversi che s’eoffeso in una mano , e quella del sig- AbateMartino che s’lia offesa eoi grattarsi una gam-ba : ultimamente è sopravvenuto un freddocrudele, cosicché le efemeridi le abbiam ri-messe all’anno nuovo. Io mi muojo del fred-do. State sano. Salutatemi caramente Monsi-gnor Leprotti, a cui vedrò di scrivere l’ordinarioventuro. Alla Marchesa Grassi scrivo in que-sto. Voi ringrazia e saluta grandemente Ma-dama ; io più di lei. Bologna , 17 decembre 1732.
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Zanotti F, M. Kol. I.