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Volume I.
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5OO LETTERE

il sonetto vostro sopra il Corpus Domini ,che parlando toscano, potrebbe peravventuraessere inteso eziandio daVeneziani ? direi an-che gustato, se fossero in Venezia molte Ber-galli; ma pure una sola vale per moltissime.Seneachè vha pure il nostro Checco che ba-sta a rendere adorna una provincia intera j ilquale però dice di non voler perdonarvi, per-chè scrivendo a me sopra i suoi sonetti, visiate in tanta brevità ristretto che appenaavete lasciato luogo a quelle lodi, le qualiquando vengono da per se sole, mostranovenir piuttosto da benevolenza e da amore,che da ben fondato giudicio. E se non vi per-dona egli, non so perchè vi debba perdonareio. Pine mandateci qualche altro sonetto vo-stro , e non è cosa che noi non siamo dispo-sti a perdonarvi. Ed acciocché nel mandiatepiù volentieri, non lascierò io di mandarvioggi la tanto desiderata canzone della signoraBergalli insieme con un altra di un cavaliereche è qui, e che lha fatta ad istanza dellaBergalli medesima. Voi ne farete quelluso chevi parrà meglio convenirsi : ma se le conse-gnerete a persona cui piaccia di stamparneuna, vedete che alla medesima piaccia altresìdi stampar laltra. Credo che esse non con-tengali nulla che possa dispiacere al Cardinaledi Poligone ; al quale andai uno di questi gior-ni , e mi fece tante cortesie e tante finezzeche io ebbi a ridere de i politici di Bologna ,e poco mancò che io non gli ragionassi diquel verso stesso di cui tanto costì si è ra-gionato. !Noii so come voi prendiate meraviglia