LETTERE 549
iscusato , e mi avete ancora, se già mi amastetanto, quanto e privatamente e pubblicamentecon testimonianze cosi onorevoli et immortalidimostraste ; perchè , coni 1 io provo in mestesso, nè è così facile lo spogliarsi di ungrande amore, ed è molto diffìcile il non scu-sar volontieri colui che si ama ; ciò che fache io ornai mi pento di avervi scritto sopraciò così lungamente. Da questo voglio checonosciate 1’ amor mio. Nel resto pregovi acredermi ( e mi crederei io ingratissimo , se nonvi parlassi con ogni sincerità ) che il vostrolibro m 1 è piaciuto sopra quanto potei espri-mervi ; come ingegnosi sono i vostri Com-menti ! come probabili ! come lutti i passi ,tutti i luoghi, tutte le ragioni, tutte le auto-rità , tutte insomma le cose par che congiu-rino a far credere tutte non solo le opinioni,ma le sospicioni ancora che voi proponete!Poi, che latinità! Permettetemi che fra tuttigli uomini del mondo non ve n’abbia alcunoa cui io porti più invidia che a voi. Voi ve-ramente avete mostrato in questo libro di avereil gusto di un vero e bravo commentatore 5il qual gusto a nostri tempi panni che siaquasi smarrito , e più in quelli che sono piùversati e più dotti negli studj moderni, cioèa dire, ne 1 pari vostri. Io me ne rallegro im-mortalmente. Salutate il nostro degno e caroet amato Volpi , al quale tenterò di scriverequest 1 altra settimana : voi intanto ditegli, ches’egli pensa di lordar quel suo libro con mieelegie, io mi rimetto in tutto al parer vo-stro e suo non solo quanto allo scegliere i