scrivervi, sappiate che l’officio mio di Segre-tario dell’ Istituto mi obbliga tener copia ditutte le lettere che io scrivo a conto del me-desimo ; e come di questo mio obbligo nonera per anche informato quando vi scrissi laprima in data dei 22 giugno, così non mivenne in animo di tenerne copia. Però se eglivi è a cuore ; quanto esser dee, che io adem-pia , il meglio eh’ io posso , 1’ ufficio mio , vipriego , e, quanto mai posso, vi stringo a man rdarmi tosto una copia della medesima lettera,acciocché io ricopiandola di nuovo, possa ri-tenerla nell’Archivio dell’ Accademia. Credeteche non potete farmi più grata cosa. Egli èmolto tempo che io ho un faseetto di mielettere a voi, che ho tenuto e tengo a dis-postoli vostra , sempre però con animo difare una volta una Raccolta di lettere, e darlaalle stampe: cosa, a cui io per le mie molteoccupazioni, e per la mia non molta salute,non ho potuto ancora applicar F animo, nèveggo come il potessi senza F aiuto di com-pagni intelligenti e fedeli, de’ quali però po-chi trovo. Ma uno forse nc sarebbe il DottorGhedini, se venisse a Bologna , come si dice,e venisse per starvi sempre, come non si cre-de. Ma già sono troppo più lungo ch’io nonvoleva. State sano, e persuadetevi che niunopuò mai essere tauto vostro , quanto io , co-sicché non cedo nè pure a voi stesso. Bolo-gna , 6 luglio 1723.
Dopo scritto, intendo che il signor Stagni siaritornato in Bologna ; il che se è vero, po-trebbono i due a ciò deputati dall’ Accademia ,