LETTERE 60Q
partiste. La vostra lettera spira Virgilio etOrazio, che vale a dire, l’Italia da tutte leparti: nè posso dirvi quanto mi piaccia il ve-dere che pur vi piace quello che un tempovi piacque; nel che ho pure qualche interessemio, parendomi, se così è , di avere ancor ioqualche diritto di piacervi5 e giacché Virgilio,per quanto me ne sovviene , cominciò a di-lettarvi allora quando cominciammo a leggerloinsieme , così spero che voi non vorrete cheesso vi piaccia senza che vi piaccia altresì lamemoria de’ nostri comuni e dolci studj. Madi questo abbastanza. La memoria che avetedi me , e l’invito cortese che voi mi fateben dimostrano che mi amate ancora-, ma ioho la scuola , non dico quella pubblica cheè nulla, ma questa privata che è più frequentee più nojosa, la quale non potrei ora inter-rompere senza molto sconcio. Basterà beneche venga a voi mio nipote ; o perchè anzinon venire voi qua ? se già le incumbenzegloriose che la fama v’impone, non vel di-vietano : delle quali però non iscrivendomivoi nulla, bisogna che io o accusi quella dimenzognera, o voi di poco affettuoso 5 e que-sta è l’unica volta in cui io amerei megliodi accusar voi. Se voi veniste, noi vi rice-veremmo quasi un uomo disceso dal cielo, ecome venuto dal Serpentario e dall’Orsa mag-giore. Ma troppo forse son vane queste lu-singhe. Io mi contenterò che, ripassando lealpi, vi ricordiate di Virgilio e di me, ri-cordandovi pure che quanto i versi di quelloa voi, altrettanto il vostro ingegno e i vostriZanotti F. M. Voi. I. 39