EPOCA QUARTA Spi
da Verona e dalla scuola del Carpioni recò abi-lità a’ quadri specialmente da stanza. Insiemecon Pietro suo fratello e con la famiglia si sta-bilì in questa sua nuova patria, ov’ebbe unlìgliuolo detto Scipione, che in Roma si formòpaesista di merito, e visse poi in Milano e inTorino .
Circa il 1700 si stabili in Milano Lorenzo c
Comendich ricordato da noi fra gli scolari del «nendich.Monti -, e in casa del Barone Martini suo me-cenate fece molte opere: la più applaudita fula Battaglia di Luzzara, che vinta da Luigi XIVvidela con gradimento rappresentata da questoartefice.
Nelle pitture de’ greggi e di ogni genere di Animali,animali valse Carlo Cane forse più che in quelle Cario Cane,degli uomini. L’Orlandi celebra come maravi-glioso in tal genere Angiolmaria Crivelli, di CrW A l " sio,mj " 1cui nulla vidi onde confermargli tanto elogio.
Questi a Milano è chiamato il Crivellone a dif-ferenza di Jacopo suo figliuolo, il cui talentoprincipalc fu negli uccelli e ne’ pesci: assai la-vorò per la corte di Panna - ed è mancato divita nel 60 di questo secolo. Più a noi vicinodi tempo è stato un Londonio, che assai ra- Uondonio.gionevolmcnte dipinse armenti ; e presso i si-gnori Conti Greppi, e in altre nobili case sene veggon quadri pastorali. Vi ebbe in Como Fiori,un Maderno singolare in rappresentar rami di Moderno,cucina sul gustò de’ Bassani, co’ quali lo con-fondono i men periti. Ne ho veduti quadrettiassai belli presso i Conti Giovio. Fu anche fio-rista di merito, e più di lui un Mario de’ Cre- Ma™de’cre-spini suo allievo, le cui opere sono sparse e