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1’ acqua a poco a poco, e <11 non bagna-re la parte supcriore. E' molto facile il<lirigere questa operazione, regolandosisulla emissione del gas che si svolge al-l’estremità dell’apparato, e rallentandoil fuoco, quando le bolle si succedonotroppo rapidamente. Il liquido che passadurante le prime ore, è scolorato : deri-va in gran parte dall’acqua di cristal-lizzazione del sale, e non è che un aci-do molto debole. Viene il momento, ilche suol nascere verso la metà dell’ ope-razione, che si vede l’estremità del collodella storta e dell’ allunga, guernirsi dicristalli laminosi od aghi d’un verde pal-lido; a poco a poco vengono questi di-sciolti e portati via dai vapori acidi, edassi colorano il prodotto. Esaminate lecircostanze che accompagnano la for-mazione di questo sublimato, sembra pro-babile che non sia se non un acetato odun sopracetato anidro. A misura che l’o-perazione si avvicina al suo termine, è piùdifficile di farne salire i vapori. Perchècontinui lo svolgimento di questi, biso-gna accrescere il calore ; finalmente si de-duce che è interamente finita, quando1’ apparato raffreddasi, e non si svilup-pa altro gas. Allora si desiste dal fuoco,e quando la storta è perfettamente fred-da, levasi il luto e si smonta l’apparato.Siccome 1’ acido, ottenuto in questa for-ma, contiene un poco di rame, così pri-ma di adoperarlo bisogna rettificarlo.A tale oggetto può servire lo stessoapparato sostituendo alla storta di gresuna di vetro, collocandola sopra un ba-gno di sabbia, ed avvertendo che tutti ivasi siano perfettamente netti e sgoccio-lati. Si passa alla distillazione nella ma-niera comune, e se si raccolgono a partei prodotti in tre porzioni separate, la pri-ma dà un acido debole, e la terza l’acidopiù concentrato di tutti. Non convienefar avanzare la distillazione fino a sec-
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chezza, mentre resta nelle ultime por-zioni una certa quantità d’olio empireu-matico, che si unirebbe alla distillazione,e comunicherebbe uno spiacevole odoreal prodotto. Il totale dell’ acido ottenu-to in tal guisa, è all’incirca la metà inpeso dell’ acetato adoperato, ed il resi-duo non è che di —- ì cosicché vi è una
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perdita di circa un quinto, derivata dal-la porzione d’ acido che si è decompostocol calore.
Alla parola acetato abbiamo spiega-to in generale 1’ azione del calore sopraquesto genere di sali, ed abbiamo dettoche i prodotti diversificano secondo lanatura della base. In questo caso, nonpresentando l’ossido di rame che pocaresistenza alla separazione del suo acido,questa nasce ad una temperatura abba-stanza moderata perchè la maggior par-te dell’ acido non ne sia decomposta.Siccome l’ossido di rame si ripristina assaifacilmente, il suo ossigeno portasi suglielementi di una parte dell’ acido, c for-masi dell’ acqua che si unisce al gas aci-do carbonico, all’ idrogeno carbonato, eal gas ossido di carbonio che si svolgo-no. Nella storta resta un poco di carbo-ne unito al rame metallico. Queste duesostanze sono talmente divise, che il re-siduo è piroforico. Accade anche che lamateria prenda fuoco quando levasi dallastorta, tuttoché sia fredda.
La perdita considerabile che si ha inquesta operazione, fece tentare varj me-todi onde ottenere tutto l’acido conte-nuto nell’acetato. Così p. e. si prescrisseaggiungervi una certa quantità d acidosolforico, ma oltrecchè 1’ aceto radicale,preparato con questo mezzo, contienesempre un poco d’ acido solforoso, dalquale è difficile depurarlo, trovasi essosprovveduto di quello spirito che sichiama piro-acetico , il quale tempera levivacità del suo frizzante, e gli dà un o-