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zinne; si formano nel suo seno moltissimiminerali ed altre sostanze, alle quali l’in-dustria umana sembra dare una nuova e-sistenza elaborandole per vani usi (Trat-tato di Fisica di Hauy , T. I ).
Consideriamo prima 1’ acqua sotto isuoi rapporti fisici.
L’acqua, come tutti i corpi sottopostiall’azione del calore, esiste sotto i tre statidiversi di solidità, liquidità e fluidità, dettaelastica ; cioè come ghiaccio, come acquapropriamente detta e come vapore acquo-so. Lo stato solido è quello che sembraessere naturale all’ acqua, mentre gli altridue sono modificazioni apportate dal ca-lorico interposto in maggiore o minorquantità in questa sostanza. Siccome delghiaccio e dei vapori si tratterà in arti-coli separati, così non ce ne occuperemo.Alla parola fluido si troverà l’esposizio-ne delle varie proprietà comuni a tutte lesostanze che sono liquide, e che per con-seguenza l’acqua divide con esse; ci baste-rà quindi annunciarle facendone l’appli-cazione al liquido che forma il soggettodi questo articolo.
I. L’acqua è incompressibile , almenoquando non si assoggetti che alle pres-sioni comuni. Conohbesi, a cagione d’e-sempio, che una colonna di mercurio di7 piedi (227 milimetri) d’altezza equi-valente al peso di tre atmosfere, non pro-duce sull’acqua veruna diminuzione sen-sibile di volume. La costruzione delletrombe prementi è fondata su tale prin-cipio ; ma questa proprietà dell’ acquanon è però vera a tutto rigore, e risultadagli ultimi esperimenti di Ranton, Per-kins, Oersted e d’alcuni altri fisici, che l’a-cqua è in fatto un poco compressibile.Col mezzo d’ un apparato ingegnosissi-mo, Oersted riconobbe che sotto il pesod’un’ atmosfera l’acqua si contrae di 46milionesimi del suo volume. Questa con-trazione è, non v’ha dubbio, troppo pic-
Acqua
cola perchè sia necessario avervi riguar-do nelle arti, e quando faremo alcuni o-sperimenti su questo liquido ci sarà per-messo considerarlo come incompressibi-le. Nondimeno giova osservare che que-sta compressibilità dell’acqua, quantun-que così debole, non è senza influenzanei fenomeni fisici. Se, come havvi mo-tivo di credere,nel maretrovansi profon-dità che giungono fino a tre o quat-tro leghe, nello stesso modo con cui ve-diamo elevarsi la cima delle nostre gran-di montagne a simili altezze vertica-li, la pressione che esercita sul fondo delbacino una colonna d’acqua così consi-derevole, va crescendo collo sprofonda-mento, e può salire fino a mille duecen-to o milletrecento atmosfere. Allora sicomprende perchè l’acqua delle profon-dità, avendo una densità maggiore di cir-ca 5 a 6 centesimi di quella che galleg-gia alla superficie ( oltreché il fondo de-ve essere suscettibile d’una resistenzanotabile contro uno sforzo così pos-sente, e non potrebbe vivervi alcuna so-stanza vegetale o animale), in tal caso nonpuò farsi alcuno scambio delle acqueprofonde con quelle superiori, neppureper effetto dei venti e delle tempeste.Conohbesi inoltre che a grandissime pro-fondità 1 ’ acqua dei mari mantiensi al-la temperatura di 4 ° 5 che è quella delsuo massimo di densità ; e siccome i li-quidi sono cattivi conduttori del calore,quello che ci invia il sole è quasi senzainfluenza sulle acque profonde dei laghie del mare,le quali restano perciò costan-temente attaccate al fondo del bacino.
II. Quando un vaso chiuso ermetica-mente da ogni parte, ed esattamente riem-pito d’acqua, ha una parete forata d unbuco chiuso da uno stantuffo spintoda una potenza, questa forzasi distribui-sce nel liquido in tutti i sensi, e la legge diquesta sorta di comunicazione, scoperta