310 Acquidoccio
è I’ acquidoccio costruito nella pianu-ra ili Bue per condurre P acqua a Ver-sailles ; in simili casi P acquidoccio pre-senta, non solo il vantaggio di far supera-re all’ acqua le valli che separano le mon-tagne, ma ancora di facilitare le comuni-cazioni dall’una all’ altra. Quando un a-cquidoccio sotterraneo deve passare sot-to la pubblica via, contiene guarentireil condotto con un muro assai forte ; lastessa precauzione dee prendersi nel casoin cui 1’ acqua scorra in tubi di condot-ta che passano sotto le strade postali.L’ esperienza provò che i migliori tubidi ferro fuso non resistono allo scuoti-mento che producono le vetture, se nonsiano collocati in un acquidoccio solida-mente costruito sotto la strada.
E' molto difficile stabilire con preci-sione il pendìo che conviene dare alledoccie, secondo la quantità d’ acqua chedeve scorrervi. Vitruvio vuole che esseabbiano 6 pollici sopra ioo piedi di lun-ghezza, ma questo pendìo è oltremodogrande, risultando da varj esperimentiche i metro sopra 36oo (o un piede so-pra 6oo tese) basta, quando la doccia nonfa angoli, o quando i giri sieno talmen-te dolci da non poter rallentare sensi-bilmente la velocità dell’acqua. Il canaledello stagno di Trappes , la cui acquavenne condotta a Versailles per cura diPicard, non aveva che 9 pollici d’ incli-nazione sopra 1000 tese; l’acqua im-piegava un ora a percorrerle venendocacciata da una carica di tre piedi. Quan-do il fondo non è scabro , secondo Be-lidor, basta dare soltanto 1 pollice dipendìo per 5o tese (ossia 1 centimetroper 36 metri).
Del resto, quando non v’ abbia alcu-na circostanza particolare che l’impedi-sca, è utile lasciare una maggiore inclina-zione acciò l’acqua scorra più rapida-mente; ma spesso non si può dar questa
Acrobatico
facilità allo scorrimento perdendo in al-tezza. Se p. e. voglionsi stabilire fontanepubbliche in una città, è essenziale, cheil serbatojo ove arriverà 1’ acqua sia piùalto possibile, affinchè questa possa ve-nire in seguito distribuita nelle contradepiù elevate, o nei serbatoj superiori, pertrarne cadute d’acqua pei giardini, perarrestare i progressi degl’ incendj , ec.Quindi interessa non perdere inutilmen-te una parte della altezza.
Non bisogna confondere la teoria del-lo scorrimento dell’ acqua nella docciadi un acquidoccio con quella della veloci-tà di questo fluido nei condotti d'acqua.Noi esporremo a quell’ articolo come ilmoto dell’ acqua vi si trovi ritardato da-gli attriti, e dalle resistenze dipendentidall’aria, e dalle sinuosità del passaggio,talché bisogna necessariamente aver ri-guardo ai pendii, e contro pendii deitubi dal punto ove ricevono l’acqua fi-no a quello ove finiscono, per adattar-vi la spinta da darsi al liquido. (Fr.)
** Vedremo parlando dei condottid’ acqua, che gli acquidocci apparenti, ead arcate, non sono che un oggetto dimagnificenza ; ma che si conoscono altrimezzi per ottenere lo stesso effetto conben minore dispendio. *
ACQUISTO ( V . ai.i.uvione).
‘ACQUOSO. Vale, come dimostra laparola, ciò che componesi in gran parted’acqua, o ne ritiene molta così succoacquoso , terreno acquoso , ec.
* ACROBATICO. Era una macchi-na formata di una leva del primo generedi cui servivansi i greci per alzar pesi.
Si dicono pure acrobatici que’giuocluche si fanno dai saltatori di camminare ,correre, ec. sopra una corda tesa ; no-me che deriva dal greco àxpos sommità ,altezza, e finiva per finto andare , cammi-nare. Tutto il fondamento di questi gio-chi è saper mantenere il corpo in e-