372 Alto-uccio
rotolo inferiore si va avvolgendo il la-voro a misura che s'avanza.
Un tempo tendevasi la trama col mez-zo di lunghi bastoni i quali esigevanomolta fatica: oggi questo si ottiene conun meccanismo semplice ed ingegnosoche descriveremo agli articoli tappeto etappezzeria, nel trattare di queste duearti che fecero molti progressi: ora soloci resta dare una idea del modo di ope-rare .
I Ucci sono piccole cordicelle attac-cate ad ogni filo della trama con unasorta di cappio scorsojo, anch'esso di re-fe, il quale forma una specie-di-magliao anello ; servono queste a tenere aper-ta I’ordilura acciò vi si possano passa-re i fusi carichi di seta, lana od altrematerie adoprate nella fabbricazione del-la tappezzèria d’alto-liccio.
Finalmente vi sono molti piccoli fu-si che l’operajo tiensi vicini in canestriper servirsene ad incrociare le fila dellatrama passandoli traverso ad esse. Ven-gono questi perciò chiamati fusi eia in-crociare ; ed affinchè i fili così incrociaticonservinsi sempre disposti conveniente-mente, intralciasi pure tra le fila, supe-riormente al fuso d’incrociatura , unacordicella che gli operaj chiamano frec-cia o treccia.
Tesa la trama, il disegnatore segnasulle sue fila i contorni principali del-le figure del quadro che deve imitare :ciò si eseguisce applicando cartoni con-formi al quadro da copiare, dal rovescio,e seguendo i loro contorni con matitanera sui fili dal lato del dritto. Questigirano sopra sè stessi, e restano segnatitutto all’ intorno ; cosicché il disegnocomparisce tanto al dinanzi che al di die-tro ; a fine di poter disegnare con più sicu-rezza e correzione, sostengonsi i cartonicon una tavola dilegno molto lunga e larga.
II disegno che vuoisi copiare sta so-
Ai .TO-LICCIO
speso dietro l’operajo, rotolato intornoun lungo bastone da cui mano a manosi svolge a misura del lavoro.
Oltre gli utensili indicati ve ne sonoaltri tre; un fuso, un pettine ed un agodi ferro.
Il fuso è di legno duro, p. e. di bos-so; sopra questo utensile, che serve co-me di navicella, sono avvolte le sete, lelane, ec. che si devono usare.
Il pettine è anch’esso di legno, lungootto a nove pollici, e grosso un pollicedal lato della schiena : va assottiglian-dosi fino alla estremità dei denti che de-vono essere più o meno distanti fra lo-ro secondo la maggiore o minor finezzadel lavoro.
Finalmente l’ago di ferro, che chiama-si ago da comprimere , ha la forma degliaghi comuni;ma è più grosso e più largo:serve a comprimer le lane e le sete quan-do vi siano alcuni contorni poco esalti.Gli operai francesi indicano con |a parolaassure i fili coi quali si copre la trama deitappezzieri, che nella manifattura dellealtre stoffe chiamasi filo di trama.
Preparato il tutto pel lavoro, l’ope-rajo, quando vuole cominciarlo; si ponedal rovescio della stoffa con lo schienagirata al suo disegno, sicché lavora percosì dire alla cieca, nulla vedendo diquanto fa,ed essendo obbligalo diportar-si sul dinanzi del telajo se vuoili vederneil diritto, ed esaminarne i difetti per cor-reggerli coll’ago da comprimere. E 1 neces-sario ch’egli si ponga al rovescio per la-vorare, attesa la quantità di nodi che eobbligato di stringere per fermare la la-na e la seta che adopera ; i quali defor-merebbero la tapezzeria se fossero di-nanzi. Ogni volta che mula atto ili co-lore è obbligato di fare due cappj scor-soj per fissarne le due estremità.
Prima di porre le sete o le lane, I o-perajo girasi e guarda il disegno, quindi