Ammoniaca
separarne immediatamente 1 argento allostalo metallico, immergendovi piastre dirame; questo si sostituisce all’argento.
L’ ammoniaca, essendo poco energicanelle sue afluiità cogli acidi, si lascia scac-ciare in tutte le sue condonazioni salinedalla maggior parte delle basi ; alcuneperaltro, come la magnesia, non ne sepa-rano che una parte, e dividono con essal’acido combinato per formare un saledoppio. Ma questo caso è assai raro, eil più delle volte la decomposizione ècompiuta : così non solo la potassa e lasoda, ma anche la calce, la barile, laslronziana e molti ossidi metallici sepa-rano 1' ammoniaca, quando si unisconocon un sale qualunque formato da que-sta base. Non mancano mezzi adunquedi procurarsi l’alcali volatile; dall’eco-nomia soltanto deve dipendere la sceltadelle materie. Nei laboratori’! ed anchenelle fabbriche adoprasi, per ottenerlo ,un miscuglio di calce spenta coll’ acqua edi sale ammoniaco polverizzato. Se vuoi-si raccogliere quest alcali allo stato di gas,si preoile la calce caustica anidra, e siopera sul mercurio nel modo stesso cheper qualunque altro fluido elastico so-lubile nell’ acqua. A preparare I’ am-moniaca liquida , si usa 1’ apparalo diWolf, composto di una storta di greslutata di tre o quattro fiaschi comu-nicanti con tubi di sicurezza (V. ap-parato ni Woi.r, figura 5, Tavola Vilidelle Arti Chimiche.). Quando si operasopra quantità poco considerabile, ado-prasi, in vece di storta, una pentola, op-pure un cilindro di ghisa, e vi si adattaun apparato di capacità relativa ; talvol-ta usansi semplici recipienti di gres, e sidispongono come per 1’ acido idroclori-co. Del resto si comincia a polverizzare lacalce mediante un poco d’acqua, al quale joggetto basta porre i pezzi di calce in unbacino di terra o in una tinozza ; vi si
Ammoniaca óq"
spruzza lentamente e su tutta la loro su-perficie una piccola quantità d’acqua, sicontinua finché la calce fischi: sfiorala,si lascia freddare e si passa per istaccio.Alcuni raccomandano la calce anidra sem-plicemente pestata nel mortajo; ma tuttoè a discapito con questo metodo : il lavo-ro è molto più considerabile, e l’opera-zione di polverizzare la calce è faticosa,nè mai si ottiene al maggior grado ditenuità. Finalmente, la più forte ragio-ne è, che 1’ esistenza dell’ acqua nella cal-ce rende la decomposizione infinitamen-te più facile, ma serve d’altronde di vei-colo al gas, e seco Io trae con maggiorerapidità. Il sale ammoniaco si polverizzacoi mezzi ordinarli: si fa un miscuglio aparti uguali di queste due sostanze, e siintroduce in una storta o in un cilin-dro, secondo la quantità su cui siopera; in modo per altro che il vase nonne sia interamente pieno. Ordinaria-mente, per ricevere minor incomododall’ odore che svolgesi, si fa il miscu-glio in più volte.
Così preparate le materie prime, siaggiunge alla storta od al cilindro unapparato i cui pezzi debbono essereanticipatamente adattati. Col mezzo diun grosso tubo ricurvo, si accoppia alvaso distillatore un primo fiasco desti-nato a lavare il gas e a spogliarlo da ognisostanza straniera. A questo primo fia-sco, in cui si mette piccolissima quantitàdi acqua, ed è munito di un tubo di si-curezza, se ne adatta un secondo, poiun terzo, e si divide fra i due una quan-tità d’ acqua all’ incirca uguale a tuttoil sale impiegato; facendo in guisa peròche in ogni fiasco rimanga vuoto almenoun terzo della sua capacità. Dietro que-ste precauzioni, si lutano esattamente letribulature, si otturano i pezzi di riunio-ne del fornello di riverbero dopo averloricoperto colla sua cupela. I cilindri di