MaiiRLPEHLA.
Affinchè la madreperla possa servire«gli svariali usi delle arti occorre general-mente che sia grande e compatta; perciòquella delle piccole conchiglie non si puòapplicare a simili opere. Le grandi conchi-glie dei mari dell’ Indie orientali forni-scono la madreperla del commercio; eglistessi animali separano questa materia intanta abbondanza che nerisultauo dei pic-coli globuli pregiatissimi che sono le perledell’Oliente. Vari testacei Iranno sì bellaproprietà, come nautili, turbini, delfiuule,ec. ; ma le avicule, massime quella chia-mata madre-perla , di cui i moderni na-turalisti fecero un genere a parte sottoil nome di Penladina , producono le più'belle perle, ed una madreperla sì riccache il nicchio n’ è carico di una spessez-za considerabile. A Ceilan e nel GolfoPersico , verso Ormus, se ne-fa la pescaprincipale ;se ne trovano anche al CapoComorin, nelle acque della Polinesia , ec.Le specie principali sono 1’ avicitla mar-garìtjera ed il mylilus margaritij'erus.La conchiglia è molto regolare, bruna esquamosa al di fuori; la parete sinistradel nicchio bivalve ha un incavo dovesporge il piede , e dà passàggio al bystus ,eh’ è una sorta di fiocco di peli con cuil'animale si attacca alleroccie. Dei nuota-tori o fialombari esercitali canoo a pe-scarle in fondo al mare: mangiasi I’ ani-male cotto od anche crudo. Queste con-chiglie segate e separate dalle parti sen-za madreperla, si mettono in commercioe si asportano in Europa . Adoprasi la ma-dreperla in tanti diversi usi quanti nesuggerisce la moda. I chinesi incidonosolia superficie delle conchiglie dei fiorie delie figure, coaie vedo risi nelle colle-zioni dei curiosi amatori.
E 1 molto osservabile che le tinte viva-vi e la lucentezza della madreperla nonrisulti dalla natura della sostanza, ma piut-tosto dalla superficie; cioè a dire, dalla
Idi z.. Tecnol. T. f ili.
i Madreperla io5
disposizione come ondeggiante del varistrati di cui è formata. Infatti Brewsterscoprì che prendendo con una cera finis-sima, o con una lega metallica fusibile abassa temperatura l’impronta della ma-dreperla questa materia staccata diligen-temente dalla conchiglia liflette gli stessicolori della madreperla medesima.
(Fr.)
La madreperla è durissima, e resiste atutti gli istrumenti per cui è mollo diffi-cile lavorarla. Col soccorso dell’acido sol-forico la si scalfisce. Si comincia dal trac-ciare sulla madreperla i contorni della fi-gura die vuoisi eseguire, poscia con picco-le seghe acutissime togliesi all’ intornotutto il di più; si perfezionano i contor-ni con eccellenti lime; si furano i sili in-terni del disegno, mediante 1" acido sulfu-rico allungato. Si cesella il lavoro, se oc-corre, dopo di aver fatto agire il medesi-mo acido per sollecitar I’ opera, e si fini-sce con piccoli ceselli ben temperali, econ piccole ed ottime lime. Quando 1’ o-pera è terminata, od all’ iucircu, la si puli-sce con istneriglio, e in fine con rolent-ircome il marmo, o come l’acciaio. Quest’ èil metodo corauneoiente seguito.
Alcuni miei tentativi mi convinsero chesi potrebbe di leggeri perfezionar un talmetodo. Io comunicai il mio metodo adun artista abilissimo ed egli attualmentelo segue a preferenza di qualunque altro.Io non adopero seghe, nè ceselli, nè quasialcun istrumento tagliente. Fo come fan-no gli incisori all’ acqua forte, e come po-teva fare chiunque cui piacesse, postoche già adoperavnsi l’acido solforico. Co-pro la madreperla di cera, e traccio conuna punta tulli i contorni fino a toccarla materia ; metto un orlo di cera luttointorno, e ci verso dell’acido solforico di-luito. L’acido attacca prontamente laconchiglia; netto i tagli di tratto m trat-to con un permeilo, che lavo subito net-
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