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Tomo VIII.
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Malta

notala, facendo presa in pochi minuti, so-no convenientissime per modellare di-versi pezzi d’ornamento. Tutte le mate-rie che hanno la proprietà di indurirsiassai prontamente, potrebbero servire aquest’ uso; ma richiederebbono un mag-gior numero di stampi, e non si appli-cherebbero economicamente che a mo-delli rettilinei o circolari. Si potrebberopreparare sotto una tettoia, e dividerli inparti per porli in opera. A tale proposi-to, la Società di Incoraggiamento stabilìun premio per la scoperta d'una materiaplastica atta a modellarsi come il gesso;ella perciò accolse favorevolmente i ten-tativi di Vicat, e lo donò d’una medagliad’oró (Seduta del 29 ottobre t853).

Malie antiche.

La malta ebe unisce le pietre delle pi-ramidi, massime quellu di Cheops, è esat-tamente simile alle nostre; quella che ri-mane tra le giunture degli edifici rovino-si di Ombos, Edson, dell’ isola di Filoe,edin altri luoghi, contengono una sabbiarossastra fina, mesciuta alla calce nelleproporzioni ordinarie. L’ uso delle mal-te rimonta perciò a quattro mila anni aldi là dell’eia nostra, ed anche più. Gli Egiziani limitarono I’ uso delle malte aliempire le piccole commettiture tra le lo-ro pietre.

I rimasugli delle malte antiche dellaGrecia e dell’Italia sonò tanto duri dalavai ante tabacchiere ed altri oggetti.Sembra rhe in uligine queste malte Sie-ne state composte di calce grassa e dicemento di mattoni duri o pozzolane agrani miscugliati, e 1 he abbiano acquista-to una si grande durezza per ia penetranone dell'acido carbonico; questi sonoveri marmi artificiali.

Riguardo al preteso segreto dei Ro-mani per la composizioue d’una malta in-

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alterabile, esso non esiste, perchè quan-to ci resta dei loro edifici varia di durez-za uei diversi luoghi, e sovente, ad eo-celione dello strato più o meno grande dicarbonato, la calce interposta tra i tram-menti di pozzolana è appena più duradella creta diseccata, e sembra dipenderela durezza dall' adesione delle molecolecontratta.

Resisterne paragonate delle malte.

Consultando le diverse categorie di mal-te offerte da Vicat, si vede che gli estremidelle resistenze assoluto delle malte di cal-ce e sabbia, variano per centimetro qua-drato dai chil. i8,53 ai 0 .^ 5 ; ora la re-sistenza delle pietre da fàbbrica, pren-dendo per massimo ili durezza il basalto diAuverge, e per minimo il calcareo tene-ro, sarebbe di 77 chil. e di qo chil. ( Ijpietra tenera usala a Parigi corrispondeappena a io chil. ). Non conviene dun-que prendere alla lettera quello che di-cono alcuni autori che si possono lahbti-care con calce e sabbia delle pietre durequanto i sassi.

Si fabbricano in Piemonte delle pietraartifi zi n li delle prismi, all’oggetto di ado-perarle nella costruzione degli angoli deimuri.Adoprasi una calce idraulica delle vi-cinanze di Casal. Cinque a sei giorni dopodi avelia spenta, la si mette in mezzo unmucchio di sabbia quarzosa mescolata dicalcareo duro, a graniineguali, dalla gros-sezza ordinaria fino alla grossa ghiaia; seitela uu miscuglio con molla diligenza; siprepara una fossa prismatica, in sito chel'acqua non possa giunger \ i, e le cui pare-ti sono lisciale; vi si versa la malta nellaquale si mettuno ad uguali disianze deiciottoli della stessa grossezza. Si formanocosi dei prismi triangolari che si ricopro-no colla terra scavala. La composizionetotale in volume è 24 di calce in pasta,