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Tomo VIII.
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MANDORLATO

mesce con nn mestatoio di legno finché«'indura lo zucchèro tanto che staccasidalle mandorle. Si separa da esse la metàcirca dello zucchero, e si rimettono alfuoco, rimescendole continuamente ; lozucchero si attacca loro più solidamen-te, e a questo momento aggiungesi quel-lo che eresi separato. Si continua a ri-mescerle al fuoco, si aggiunge dell’altrozucchero occorrendo, e quando hannoacquistato il colore che vuoisi, si spargo-no sopra fogli di carta, e si distaccanoquelle che fossero unite.

Si dà anche un color roseo a questemandorle, adoperando in vece di acquauna tintura rossa di legno brasile . In talcaso bisogna che il fuoco sia molto miteperchè lo zucchero non si colori in ful-vo, il che altererebbe totalmente la tintarosea.

I Francesi danno‘una preparazionesomigliante ancheai petali del fior di ce-dro. Mondano i pelali, li gettano nell’ a-qua fresca, poi li fanno sgocciolare so-pra uno staccio. Li mettono così in unosciloppo densissimo a bollire sul fuoco,e, dopo due bollimenti, li separano dallosciloppo, gettandoli sopra uno staccio,poi li mettono in una farina di zuccherobellissimo, e gli stropicciano tra le mani.Li seccano da ultimo in istufa, e li con-servano in boccie bene otturate.

e . . , (L)

- Mandorla , dicesi per similitudine

alla figura di rombo; onde vano jatloa mandorla , dicesi quello che è di talefigura. V. MANDORLATO.

Mandorla delle cahetle. Quel lavo-ro che si fa per ornamento, e viene dallanoce del piede fino su a mezza gamba, jTalvolta dicesi fiore. I

MANDORLATO. Mondasi un mez-|zo chilogrammo di màndorle dolci di[buona qualità; tagliansi in vari pezzettisulla loro lunghezza, diseccai!»! al fuoco

Mandriano i55

fin che si colorino alquanto. Fondonsisenz’ acqua in una casseruola di ramenon istagnata, un po’unta di burro, 367granirne (12 once) di zucchero. Quandoil burro è fuso, e comincia a colorarsi,gettanvisi le mandorle riscaldale, mescon-si collo zucchero, e stendonsi sugli orlidella casseruola, lasciando sul fondo unostrato di ugual grossezza che sui lati.Lasciasi alquanto raffreddare la casseruo-la. fino a che lo zucchero sia divenutoconsistente, e lo si rovescia sopra untondo, ove lasciasi ben raffreddare.

(L.)

* Mandorlato, e ammandorlato, si di-ce agl’ ingraticolati composti di legno odi canne, i cui vani dette mandorle sonoin figura di rombo.

MAlNDOLINO, MANDOLA. Istro-mento musicale fatto d'una cassa ovoidesonora, che termina in un manico, 9 sulquale sono quattro corde che si tendo-no e si accordano in guisa che la grossacorda o la 4 sia alla quinta della terza,questa alla quarta della 2, che dà un la,e la 2 alla quinta della prima o del can-tino. La lunghezza totale del mando-lino è di un piede e mezzo. Pizzioansi lecorde con una pcnnuccia che si tienenella destra, mentre le dita della si-nistra che sostiene il manico poggiarsisulle corde per accorciarle più o meno,secondo il suono che si vuol ottenerne.La mandola è alquanto più grande delmandolino, e dà suoni più rotondi. Que-sti strumenti non sono quasi più di ve-run uso, essendovisi sostituita la chitar-ra, che presenta al suonatore mezzi piùestesi, e produce effetti assai più variali.Non crediamo quindi fermarci più a lun-go su tale soggetto.

(Fr.)

‘MANDRIANO o MANDRIALE.

Ferro torto con nn manico lungo, concui i gettatori percuotono e mandano