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uai'<1 distingue sotto questo nome no ossi-do intermedio fra questo e il precedente,il quale contiene 37,475 di ossigeno per100 ; ma siccome questa proporzione nonsi accorda colla teoria atomica rispetto aglaltri ossidi , lo si considera come un mi-scuglio dei due ossidi al minimo e almassimo.Questa supposizione di Berlhierè conforme ai risultati dell’esperienza;egli riconobbe che, trattando qoest’ossido intermedio coll’ acido nitrico concen-trato e bollente, una porzione si discio-glie, e l’altra rimane intatta ; questa tro-vasi allo stato di perossido nel rapportodi ossidazione sopraindicato.
Si potrebbe con Berzelius ed Aifwed-son riguardare quest’ ossido intermediocomposto d’ un atomo di protossido, edue di perossido. Berlhier invece pensache il perossido faccia I 1 ufficio di acido,tanto più che in tale stato si trova neiminerali di manganese baritici.
Quest’ossido intermedio, detto, ossidorosso di manganese, ottiensi facendo cal-cinare, per nn certo tempo, il deutossidood il perossido. Se esponesi quest’ossi-do, in un crogiuolo intonacato di carbo-ne, ad un fuoco intensissimo per tre aquattro ore, ottiensi la completa ripristi-nazinne del metallo.
Il deutossido dei chimici surricordatin prepara facendo riscaldare il nitrato dimanganese al rovente oscuro per un tem-po bastante a decomporre tutto il peros-sido, non aumentando la temperaturaolire questo grado, affinchè il deutossi-•lo stesso non si decomponga. Esso èbruno-nerastro, e trovasi in alcune mi-niere allo stalo di idrato; contiene 4^,i6di ossigeno in ioa di metallo.
Il perossido contiene 56, ai 5 di ossi-geno per ioo di metallo,ed è quello chemerita la maggiore attenzione per la suanldità nelle arti; è molto abbondante innatura, ma di rado trovasi puro. Occor-ri Tecnol. T. mi.
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rendo averne di puro bisogna preparar-lo artificialmente. A tale oggetto si trattaI ossido rosso coll’ acido nitrico concen-trato e bollente; oppure si decompone ilnitrato di manganese al fuoco, non ispin-gendo troppo il calore perchè non perdadel suo ossigeno. Puossi anche ottenerloriscaldando a dolcissimo calore il carbo-nato di manganese; nella quale opera-zione domandasi molta pratica, benchésemplicissima, poiché, per poco che latemperatura ecceda, ottiensi un ossidi»rossastro, mentre esso dev’ essere d’ unnero vellutato superbo. Lo si prepara peri disegni sulle stoviglie bianche, dette in-glesi. A tale uopo lo si mesce con ossidobruno di rame ed ossido di cobalto perottenere un colore più resistente al fuo-co. Nelle altre operazioni delle arti nondomandasi un ossido tanto puro nè tan-to estremamente diviso, e lo si adoperaquale ce lo dà la natura. Si antepone ilmeno impuro tra le numerose varietàche s’incontrano ; al quale oggetto indi-cheremo le migliori, e descriveremo i me-todi co’ quali si possono determinarne ivalori relativi.
I naturalisti distinguono tre specieprincipali di manganese, e sono il me-talloida, il fosco e il petroso; ciascunaha molte varietà.
La prima specie dtslinguesi dalla sualucentezza metallica; ha ordinariamenteil calor del ferro ; trovasi in prismi odin aghi, paralelli o divergenti da un pun-to; si spezza facilmente, e sporca le ditadi nero. La sua densità media è 4,756 >se si riscalda,perde l’aspetto metallico ri-manendo infusibile. E' il meno impuro,quello che devesi preferire quando se neabbia, perchè non trovasi dovunque.Es-so trovasi nei terreni primitivi, in filo-ni, oil in falde : ve n’ ha in Piemonte, in.Sassonia, in Boemia, nell’ Ilartz a Sle -feld ; in Francia nel dipartimento d.el-ìS