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Tomo VIII.
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Maschera

senza mento , e tagliale all'altezza dellabbro superiore. Si fanno mascherecoperte di raso di vari colori, nasi divarie fogge, con basette di crine o sen-za; false guance a occhiali di acciaio adoppie braccia con vetri, con naso o sen-za, con favorite e basette di crine; final-mente maschere burlesche, guernite dibarba, sopracciglia, ec. basette e favorite di crine di più colori. Si fanno testeintere che imitano affatto la natura.

Tutte queste differenti specie di ma-schere, o parti di maschere, si fabbrica-no coi metodi da noi descritti. Lo stes-so è pure delle fantasiose , e delle ma-schere trasparenti che adopransi nellafantasmagoria, nè presentano veruna so-vrapposizione di tela nella linea che divide in due il viso.

Marassi, italiano nel 1799, portò aParigi questo genere d’ industria, nonancora conosciuta in Francia a quell e-poca. Questo stabilimento , che il suoallievo e successore Chol dirige in que-sto punto con grande abilità, riceve tut-logiorno nuovi perfezionamenti, e comeor ora dimostreremo, forma un ramo importantissimo di commercio. Questo abi-le fabbricatore eseguisce de' capi-lavorinel suo genere : fa maschere elastiche,a mascelle mobili, che lasciano il co-modo di mangiare e bere senza levarsila maschera, e senza la menoma fatica;eleganti maschere di velo, sì leggere cheil soffio basta per farle svolazzare ; ma-schere di carta foderate di tela; in questela carta è più fina, e la fodera di tela serveper quelli cui fastidisce l'odore della cera.

In questa manifattura si annoveranopiù di duecento cinquanta modelli di-versi, ognuno dei quali distinguesi con"n numero particolare, e che si ha curad’incollare nell’interno delle maschere,per facilitare ai compratori il modo diindicarle nelle loro domande.

Maschera 2 1 5

Un tempo tutte le maschere fabbri-cavansi esclusivamente in Italia; oggi Pa-rigi ne fornisce non solo 1 ’ Italia , matutto il mondo. Qfierto commercio, chenon si pratica che per Ire o quattro me-si dell'anno, occupa nullameno molli o-perai impiegati tutto l’anno a prepara-re i prodotti che non si smerciano chedal primo settembre fino al finire di car-novale. Le cinque fabbriche esistenti inParigi , la principale delle quali è quelladi Chol, producono mercanzie per centomila franchi a prezzo di fabbrica. Que-sti prezzi vengono triplicati dai rivendi-tori al minuto che soli le smercianoai con-sumatori. Questo commercio è principal-mente importante per la vendita degli ac-cessori che cagiona. Una quantità di al-tre industrie dipendono da questa, pei Ira-vestimenti da uomo e da donna. Si puòasserire senza esagerare che ino franchidi spesa in maschere prese dai fabbrica-tori, portano seco una spesa di diecimilafranchi, il che centuplica il prezzo dellamaschere. Queste spese per travestimen-ti si fanno in seterie, panni, stoffe d'ognispecie, ricami d oro e d’argento, di se-ta, ec.; in minuterie, oreficerie, merletti,fiori artificiali, pettinature, calzature ec.

In conseguenza, centomila franchi dimaschere producono un movimento difondi almeno per cento milioni a van-taggio della industria francese . Chi a-vrebbe potuto credere che un oggettosì poco interessante potesse riusciredi tanta importanza ?

Si sono anche fatte maschere di telametallica, foggiale nella stessa manierache si pratica per fare i copripiatto, im-maginati tanto ingegnosamente, per ri-parare gli alimenti dalle mosche ed altriinsetti, senza privarli di aria e di luce.Questa tela metallica dipingesi, ma nonpuò mai imitare In natura pel tessutometallico che apparisce all’ occhio ed