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Tomo VIII.
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ro attraverso le graticole dei fornelli Senon fossero così conformate.

Il metodo adoperato per queste di-verse materie è all’ incirca lo stesso :noi descriveremo particolarmente quelloche seguesi nella fabbricazione dei mat-toncelli di carbon fossile perchè sono ipiù adoprali ed i più importanti.

Stemperasi nell'acqua un’argilla co-mune, e se ne fa una poltiglia chiara, laquale si versa in mezzo un monticeliodi carbon fossile minuto, e si mesconoinsieme le due materie con una pala. Enecessario che risulti un miscuglio assaiconsistente.

In tale stato se ne fanno delle pallot-tole con le mani, od anche meglio se neriempie uno stampo conico senza fondo( fìg. 7, Tav. X delle Arti chimiche )alto 6 ad 8 centimetri, del diametro di16 a 18, superiormente, e di 14 a 16 in-feriormente. Lo stampo si pone sopra unatavola piana, colla bocca più larga sopradi essa; lo si riempie colmo, si danno duecolpi colla stessa paletta con cui si riem-pie, che è liscia, e la si ritrae facendolascorrere orizzontalmente , premendolasugli orli dello stampo e sulla superficiedel carbone. Si solleva lo stampo facen-dolo scorrere sulla tavola, e si pone so-pra un'altra tavola. Per istaccare il mat-toncello basta premere leggermente condue pollici sulla superficie , sollevandonel tempo stesso lo stampo che tiensi frale due mani, dispongonsi i mattoncellia proporzione che fabbricansi sulla me-desima tavola, e sene mettono tre a quat-tro file le ime sulle altre. I mattoncellinon si staccherebbero dallo stampo se laparete interna non fosse perfettamenteliscia; bisogna quindi aver cura di man-tenerla in tale stato conservando il cro-giuolo ben netto, ed in luogo asciutto.Si fanno solitamente fabbricare ad untanto per cento : un operaio ne fa quat-

Mazza

tronfila . in un giorno , e un ragazzoanche due mila. Quando sono ben sec-chi si mettono in magazzino.

I mattoncelli si adoprano ne' fornelliove non occorra un fuoco intensissimo,od anche all’oggetto di conservar lunga-mente il calore senza darsi la cura dimantenere il fuoco. Infatti, essendo ogni ipiccolo frammento di carbone avvilup- tpato d’ una leggera superficie di terra, etutti i frammenti essendo molto uniti in-sieme, non si possono infiammare che agrado a grado all’ esterno, a proporzio-ne che gli strali superiori si staccanonella incinerazione. Perciò questi inat-toncelli sono ottimi per mantenere ilcalor delle stufe in tempo di notte: ado-pransi anche come legna da fuoco ne-gli usi domestici, al quale oggetto si ar-dono come la legna sopra una graticolai ,carbon fossile. (L.)

MATTONE. Pezzo di terra cottidi forma quadraugolare, per uso di mu-rare. Ila diversi nomi secondo le diverseforme; dicendosi quadruccio il più gros-so, pianella il più sottile, e niellanoquello di mediocre grossezza. Circa ilmodo di fabbricarli , veggasi articolo

FOBNACIAIO.

* Matto», sopra mattone. V. sopbah-

MATTONE.

* Mattone Dicesi dare il mattone lipannilani, quando con un matton caldocon suvvi un cencio molle si levan lorole grinze.

* MATTONELLA. Artefice che fa imattoni ( V. fonaciaio ).

MAZZA. Quel ferro lungo da duebraccia, col quale si muove la vile deltorchio da stampa.

* MAZZA. Grosso martello di ferro,da una parte piano, dall’altra grassamen-te appuntito ad uso per lo più di spez-zar massi e pielroni.

Mazza, dicono i costruttori di nari