Band 
Tomo VIII.
Seite
273
JPEG-Download
 

Mestiere

«coiaio a foggia rii corlello che serve aipillori per manvggiiwe, levare e mesta-re vari colori insieme stilla tavolozza.

MESTIERE . Le varie professionidelle Arti e Mestieri compongono unaserie estesissima. Sono più o meno im-portatili, tolte utili, ed anzi necessarie al-l’agiatezza della società ed alla sua esisten-za. E' perciò diesi disse: Non esservi me-stiere spregevole, e che pochi verrebberodisprezzati se la condotta di quelli chegli esercitano non li rendesse meritevoli(Tesserlo. L’opinione nullatneno li dividein classi : essa li stima più o meno onore-voli secondo che occorre per esercitarli ,più o meno istruzione, abilità e capitali .Essa pone fra i primi i fabbricatori distoffe di seta, de’tessuti di lana, di coto-ne, gl’ ingegneri meccanici , i lavorato-ri di slromenti d’ottica, gli orologiai, gliorefici, gli agricoltori, ec. ec. Nelle ul-time classi, secondo la pubblica opinio-ne, sono i votacessi, i letamaiuoli e spaz-zaturai, gli spazzacammini, i ciabattini,i facchini, ec., i quali vengono esercita-ti dalla gente più bassa, e priva di ognieducazione.

Le professioni di negoziante, di ban-chiere, d’avvocato , di medico, di chi-rurgo, e simili, tengono un posto inter-medio fra le così dette Arti liberali uài mestieri. Nullameno per l’esercizio diquesti, ad esempio, gli ingegneri mec-canici, i fabbricatori di prodotti chimi-ci, ec. debbono esser forniti di studii,di pratiche, di cognizioni , di capitali ,per cui non si possono considerare in-feriori a quello ch’è un avvocato , unmedico od altro simile.

Prima della rivoluzione di Francia , igrandi guardavano con disprezzo tuttala classe industriale, a motivo senza dub-bio dell’ignoranza che in questa regna-va, mancando essa d’ogni istruzione, néricevendo alcun insegnamento sulla teo-Dii. Ttcnol, T. Vili.

Mestibre aj 3

ria delle arti e dei mestieri : ogni ope-raio imparava un mestiere, esercitandoloper alcuni anni uell’officina di un mae-stro, e poscia facendo quello ch’egli di-ceva il suo giro della Francia . La pub-blicazione dell’Enciclopedia , opera clas-sica ma troppo voluminosa, e quinditroppo cara per essere a portala degliartigiani, non recò ad essi che poca uti-lità. A che avrebbero d’altronde servi-to le cognizioni ad un operaio soggettoall’assurdo sistema dei giurandi ? Lega-lo sua vita durante ad un corpo , dirado e difficilmente poteva giungere algrado di maestro, ilei (piai caso soltan-to poteva lasciar prendere qualche slan-cio al suo ingegno inventore.

Al momento della rivoluzione si co-nobbe il bisogno d’insegnare i principii,la teorica^ e la pratica di alcune arti fon-damentali. Si crearono la scuola poli-tecnica, e le scuole di applicazione peipubblici lavori . Dappoi s’istituironoscuole speciali per le arti e mestieri ( V.scuola ), e si aprirono al Conservatoriodi Parigi pubblici corsi di meccanica edi chimica applicata alle arti. In oggi siaprirono simili corsi anche nelle prin-cipali città dei dipartimenti della Fran-cia , mediante la insistenza e lo zelo il-luminato d'uno fra i più distinti dottifrancesi, Carlo Dupin.

Per lo più un figlio unico, e il pri-mogenito d’ una famiglia , abbraccia ilmestiere di suo padre e gli succede ;ma quando la famiglia componesi di mol-ti figli , si procura dar loro differentimestieri , il che è necessario per inte-resse delle famiglie, evitandosi con ciòle gelosie di professione, che non so-no minori fra i parenti di quello che .Io sieno fra gli estranei.

La scelta d’un mestiere, d’una pro-fessione o d’uno stato qualunque, è lacusa più imbarazzante pei giovani che35