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Tomo VIII.
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cordano nel provare che queste influen-ze non hanno verun effetto. Essendo in-contrastabile che l'attrazione della lunasui mari è una possente cagione dei motiperiodici delle acque sulle nostre spiaggedue volte il giorno, se ne dedusse chequest’ astro eserciti una simile azionesull’atmosfera; e siccome le maree sonopiù forti nei noviluni e nei pleniluni, edanche quando la luna è più vicina allaterra, si credette poter conchiudere chenelle zizigie, e quando la luna è perigea,avverrebbero le maggiori variazioni at-mosferiche. Questa opinione si accordacoi proverbi popolari, che non debbon-si mai disprezzocg quando sono il risulta-mento di fatti osservar;

Ma da un lato, paragonane, | e epocheastronomiche con quelle in cui sì os»r.varono mutazioni di tempo, non vi sitrova assolutamente alcuna relazione,sicché questi proverbi vengono ad es-sere in contraddizione eon l’esperienza,e quindi perdono il solo merito che pos-sono avere. Quindi è forza confessareche, nella impossibilità di presagire i fe-nomeni atmosferici, si credette doverliattribuire senza altro esame alla luna,come se le attribuirono mille altre oc-culte qualità altrettanto chimeriche, co-me la facoltà di intorbidare i vini nellecantine, quella di presiedere ai concepi-menti ed ai parti, di ricondurre certe in-fermità periodiche nelle donne, di farmarcire i legnami da fabbrica tagliali aluna scema, di arrestare il succhio deglialberi, di corrodere le pietre, ec.

D’ altronde la teoria rifugge dall' ac-cordare alla luna il potere che le si attri-buisce, ed il calcolo più esatto dimostra,che le azioni di quest’astro sono pressoa poco nulle per produrre alcuna mareaatmosferica (V. la Meccanica celeste),perchè l’aria è un fluido troppo raro perobbedire come il mare all’attrazione lu-

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nare, e rispingere con la sua massa postain moto quella che non cedette per ancoalla sua azione.

Quindi la luna nulla può sui cangia-menti di tempo, ed a torto ritiensi cheilritornoidella luna nuova e della luna pie-na rechi il cambiamento che si deside-ra; nulla di ciò accade se non fortuita-mente, vale a dire quando le congiun-zioni s'incontrano con le cause attive giàindicale. Non sembra però che questopopolare pregiudizio sia per dileguarsi,giacché, quantunque in opposizione dicontinuo coi fatti, resiste sì a lungo al-l’evidenza. Basta aprire gli occhi per as-sicurarsi quanto sia falso che la lunapresieda alla pioggia ed al bel tempo;ma pochi vogliono aprirli. Si osservabensì che il presagio fondato sa questasupposta influenza non si realizza il gior-no della congiunzione; ma si pretendeche si estenda per vari giorni primo edopo, che ogui quarto abbia lo stessopotere, ed imbarazzando così nel calcoloquasi tutti i giorni della lunazione, tostoo tardi trovasi che il pregiudizio ha piut-tosto ragione che torto.

In buona logica, così non debbonsistudiare i fenomeni. Non si deve prestarattenzione a quelle piccole variazioniche non hanno alcuna influenza sui giorniseguenti: una leggera pioggia, un ven-to di breve durata, una nebbia passegge-ra non devono contarsi per nulla. Nonsi devono osservare che grandi cangia-menti che recano tempi durevoli. Se, do-po una gran siccità, sopravviene unapioggia di vari giorni, o se dopo unfreddo continuato, avviene un disgelodurevole, o viceversa, si noteranno le e-pochedi questi cangiamenti, senza bada-re punto all’ ora; si confronteranno que-ste epoche colle éongiunzioni lunari, eben presto si rimarrà convinti non aver-vi desse veruna influenza.