Microscopio
menti die servono a misurare gli angoliun micrometro per distinguere le frazio-ni di grado : quest’apparato fa le veci dinonio. Presosi un valore angolare la cuimisura osservata sulla gradazione non dàno numero intero di gradi, si fa muovereuna vile micrometrica che fa l’ufficio del-la vite con cui si gira l'alidada, finché in-dichi un’esatta divisione del lembo, laquale si conosce servendosi d’una lente :il numero di giri della vite dà la frazionedi grado. A tal modo, piccolissimi stru-menti bastano ad ultenere delle misureestremamente precise, quando la vite èbene lavorata; e siccome questa vite è as-sai corta, non è difficile che il lavoro nesia esattissimo. L' autore riesce anche adarle un passo di tale esattezza, che unintero giro della vite corrisponde rigoro-samente ad una divisione del quadrante,eh’ è d'un mezzo grado. Il quadraute èdiviso in ìao parti uguali ; in guisa cheleggesi il 120 grado di 3 o minuti od unagraduazione di i 5 secondi, con un istro-nieoto il cui lembo non ha che il diame-tro di 11 centimetri (V. pag. 70 del Boilettino della Società d’Incoraggiamentopel 1720, t. 19).
Ai micrometri astronomici si sostitui-sce spesso utilmente un sistema di filiimmobili ; questo sistema si dice reticel-le , ne tratteremo a parte. Chi bramasseconoscere meglio questo argomento con-sulti il i.° voi. cap. 7 dell’Astronomia diDe-L ambre, e la voce micrometro del-1 Enciclopedia metodica. (Fr.)
MICROSCOPIO. Strumento d’otticadestinato od ingrandire gli oggetti minu-ti, presentandoli all’occhio sotto un an-golo maggiore che non alia sola vista.Rimanderemo all’ articolo leste ove sitroverà esposta estesamente la teoria deifuochi e degl’ingrandimenti, quandopongonsi gli. occhi io ima relazione conveniente rietini do alle supci ficie conves-
Micnoscopio 5 o 9
se dei vetri lenlicolari. La necessità diabbreviare, per quanto si possa, la de-scrizione degli apparati, c' impone dievitare le ripetizioni ; supporremo quin-di nel corso di questo articolo che il let-tore abbia presente quanto si è dettoall’ articolo lente.
Parleremo prima del Microscopiasemplice o di una sola lente, poi delcomposto.
Microscopio semplice.
Diconsi microscopii semplici, in ottica,le lenti molto convesse che servono adingrandire gli oggetti. Allorché vogliamovedere nitidamente un oggetto piccolis-simo, la debole luce che ei ci rimanda nonpuò produrre sul nostro occhio un’ im-pressione abbastanza forte per poterlo di-stinguere chiaramente : converrebbe av-vicinarlo molto al nostro organo, che al-lora lo vedrebbe, sotto un angolo otticomaggiore ; ma in tal caso i raggi da essotramandati sarebbero troppo divergenti,per concorrere uniti sulla retina, e l’im-magine sarebbe indistinta e confusa. Cia-scuno abbisogna per vedere gli oggettisenza confusione, d’ una certa distanzaproporzionata alla forza della sua vista.Alla parola lente abbiamo provato cheil frapponimento d’ un vetro convessodiminuisce questa divergenza, sicché loocchio può ricevere i fasci di luce sottola stessa direzione come se I’ oggetto fos-se [iiù grande, e collocato alla distanzaconveniente per essere veduto colla ne-cessaria nitidezza. L’oggetto ab (fig. i 5Tav. XII delle Arti fisiche) manda rag-gi divergenti he,ad, che la lente cd faconvergere nelle direzioni ci,die ; e la re-tina collocata verso il punto di unioneik ne è colpita come se vedesse chiara-mente il punto a dietro kk, ed il punto b,dietro iP>. Dalla teoria dei fuochi, spie-