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Tomo VIII.
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Migi,UCCIO

microscopio solari!, siccome riuscirebbeincomodo il farlo sopra una tela ver-ticale, ridettesi il fascetto lnminoso eooimo specchio a 45 gradi, che riporta leimagini sopra uo tavolino.

(Fr.)

MIDOLLA, MIDOLLO. Tesso!., cel-

lulare, lasso e biancastro, che riempieun canale nel centro dei rami degli albe-ri, e comunica con la corteccia medianteuna specie di raggi. Il sovero, i giun-chi, e molte altre piante ne abbondano;ignorasi il suo effetto nella fisiologia vegelale: si sa solamente che il midollo nonè necessario che nella giovinezza deltronco e dei rami, e che per lo più sidilegua col crescer di questi. Vedunsitronchi affatto privi di midollo che ve-getano benissimo.

L’innesto a spacco di rado riesce suirami che hanno midolle, poiché la feritaè molto soggetta a seccarsi. Generalmen-te non bisogna tagliare i tronchi deglialberi a midollo, o almeno, facendolo ri-parare diligentemente le ferite dal contat-to delfaria. Col midollo del giunco si fanno lucignoli per le iampane; con quellodel sovero si fanno vari balocchi, ec.

(Fr.)

* Midolla. Si dice anche quella par-te del pane contenuta nella corteccia.

* MIETITORE. V. messe.

* MIETITURA. V. messe.

* MIGLIACCIO. Specie di vivandasimile alla torta fatta del sangue di por-co, o d’altro animale ben disfatto e frittoin padella, che preparano e vendono ipizzicagnoli. Forse fu così detto dall* 1 es-sere anticamente fatto con miglio brilla-to, del quale s'usa ancor oggi in conta-do far torte nella tegghia, che pur sonchiamate migliacci , siccome ancora sondette castagnacci quelle che son fatteCon farina di castagne.

* Migliaccio. I gettatori dicono per

Mignatte 020

similitudine jar migliaccio , quando, perinevvertenza di chi opera, il metallogin fuso viensi a raffreddare e si rappi-glia.

MIGL1AROLA. Palle piccolissime dipiombo con cui si caricano le armi dafuoco per la caccia ( Y. pallini).

( L.)

MIGLIO. Si dà questo nome a variespecie di graminacee che si coltivano peiloro semi. Il gran miglio detto nidega, omiglio affricano, è Vholcus sorghuni deibotanici: il miglio degli uccelli è il pani -cmn italicum e milliaceum; il gran mi-glio o miglio indiano è il mai* ; final-mente varie altre specie di panicttm ch\i\-mansi pure miglio dai Francesi, non per-altro da noi; queste piante si coltivanoprincipalmente per nutrire i bestiami ;ed i eampagnuoli ne fanno un pane pe-sante ma nutritivo. Queste graminaceenon sono oggetto di commercio assai e-stoso per trattenerci » lungo su tale ar-gomento; d'altronde la loro coltivazio-ne è la medesima di quella delle Iliademarzuole e d’altri cereali. In Italia e nelmezzodì della Francia cogli steli dellarnelega si fanno granate e scope d 1 infe-rior qualità; i semi si danno al pollameper ingrassarlo, e adopransi anche infarina mista al fomento nel pane dei vil-lici; il miglio minuto serve a nutrire gliuccelli che si tengono in gabbia; per lopiù si mesce con semi di senapa, dì rafa-no, o d’altre crocifere. In generale lepiante del miglio hanno un bell'aspetto;i loro fiori sono in grosse pannocchiestrette in ispiche, che si curvano pelpeso dei semi. (Fr.)

MIGNATTE. Questi animali sonotanto generalmente conosciuti, che sa-rebbe delle tutto inutile farne menzio-ne, se fi (immenso consumo da alcuni an-ni non avesse fatto nascere un nuovo ra-mo d'industria che giova far conoscere.