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Tomo VIII.
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38a Misure

bigoncio di vino, ec. Quest’ è una linguastraniera delia quale gli uomini in gene-rale non intendono il significalo , e ilpeggio è inoltre che sovente le parolesono dal pubblico conosciute come quel-le di piede, braccio ; ec. le quali, signi-ficando grandezze diverse da quelle cuiegli è abituato, gli danno delle idee fal-se, e lo iuducouo in errore : tali imita-zioni di misura si me cani) a seguoche diversificano come i costumi di cittàin città.

Altre volte la Francia , come tutti glialtri stali, era in preda a queste perpetuevariazioni; e fu certo de 1 migliori pensa-menti quello di sostituirvi un unico si-stema di pesi e misure. Alcuni amici del-le vecchie usanze resistettero a questoinnovamento, il quale oggidì ha superataogni opposizione. Tuttavia esistono cer-ti dipartimenti ove una specie di ac-cecamento rende lenti i progressi diquest* ammirabile sistema di pubblicaamministrazione Alcuni trovano ancorail proprio interesse a conservare le lib-bra di dodici o di quattordici once ,i moggi di diversi volumi, le pertiche di18, 20 e 22 piedi, ec. : ma presto otardi questi usi dispariranno, perchè siconoscerà la necessità di evitare gli er-rori, uniformandosi agli usi e al linguag-gio comune.

Noi esporremo le basi del nuovo si-stema metrico, e la sua corrispondenza'colle antiche misure, affine di fornire ailettori tutti gli elementi di calcolo neces-sari a trasportare le antiche misure inmisure nuove, e viceversa. Non parlere-mo in questo luogo che delle unità me-triche per le linee, le superficie, i volumied i pesi : parlandosi delle monete all’ar-ticolo rispettivo.

All’ epoca dello stabilimento d’ un si-stema di misure generale e uniforme ,dovevàusi o struggere tutte le unliche

Misure

misure, e sostituirne di nuove, orveraordinare che le misure usale a Parigi siadottassero per tutta Francia . Tale li-soluzione parve più conveniente al go-verno Inglese , il quale in questi ultimitempi ordinò che le misure di Londra si usassero in tutta la gran Bretagna, edin Francia si preferì di sostituire'misuretotalmente nuove. Si concepì la grandeidea di comporre un sistema di pesi emisure che fosse degno di venir adottatada tutte le nazioni, e perciò si è volutache l’intero globo contribuisse all’uniformila d’ un solo ed identico sistema.Si trasse dalla natura I’ unità delle misu-re lineari, e questa unità si fece serviredi base alla determinazione delle misuredi superficie, di volume e di capacità :nonché alla determinazione dei pesi edelle monete.

Chiamasi metro la dicci milionesimiparte di un quadrante del meridiano ter-restre, misurato dal polo all'equatore ;e per determinare questa lunghezza im-mensi lavori geodesici occorsero, sicché,coll’antica tesa del Perù , si misurò I’ arcodel meridiano che attraversa la Francia ,da Dunkerque fino a Barcellona . Questilavori, eseguili da De-Lambre e Mechia,fecero conoscere la lunghezza linearedi un quarto del meridiano, e il metrovenne stabilito da una legge, e con ar-chetipi costruiti colla massima diligenza.Un primo calcolo aveva supposto il me-tro di 3P'-oP°- i i !| . ,44 (legge del i8germinale, anno III ) ; ma alcuni piccolierrori, conosciuti di poi, fecero che fos-se cangiata la frazione delle linee, e collalegge del ig brinale anno Vili, vennestabilito il metrò legale di 3P I, oP°- i i* 1- ,296, ossia 443 Ii, ,296 della tesa del Pe-rù , di ferro, alla temperatura di i 3 ° Re-aumur.

Dopo quest’epoca l’arco del meridia-no venne prolungato al Norie fino alle