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tutti i punti della mostra vi siano espo-sti ugualmente. Quando scorgesi che losmalto è fuso, il che si conosce agevol-mente dalla politura della sua superficie,lo si trae dal fuoco diligentemente, la-sciandolo prima alla bocca del fornelloacciò si raffreddi a poco a poco , chealtrimenti si fonderebbe e sfalderebbesi.
Dopo aver passata la mostra in que-sta prima cottura, la si avviva di bel nuo-vo con acqua seconda (acido nitrico di-luito). Quindi copronsi di contro-smaltole parti del rame rimaste scoperte, e sten-desi sulla superficie convessa un altrostrato di smalto bianco più fino di quel-lo del primo, usando le stesse cure indi-cate nel primo. Ponesi al fuoco, alia stes-sa guisa della prima volta. Finalmenteripetesi la terza volta la stessa operazio-ne, e la mostra è ridotta alla maggior suaperfezione.
Se accade che Io smalto abbia puliche,ò d’uopo aprirle, stenderle con un buli-no, indi riempirle con ismalfo fino, e ri-porre la mostra nel fornello ; in tal caso«i deve ripetere questa operazione finoa che la superficie sia ben liscia.
Ridotta la mostre a quel punto, nonmanca che dipingerla ; le ore vi si se-gnano con ismulfo nero, tenero, prepa-rato appositamente, detto nero di tarta-ruga. Macinasi questo finissimo in un mor-taio con un pestello, sì l’uno che l'altro diagata, e con olio di spigo; dev’essere ri-dotto in polvere impalpabile : mezzagiornata basta appena per macinarne 3gramme -J-. Questo nero così macinatostendasi con olio di spigo quanto bastaper renderlo scorrevole, tanto da potersiusare col pennello. Con questo nero di-pingonsi le ore e le divisioni dei minuti.
Abb iamo raccomandato di segnare sul-la piastra il luogo ove dev’ essere il nu-mero 1 1 ; questo segno si fa sull* orlodella piastra con la lima. Per dividere
Mostra
la mostra collocasi sopra una piatta-for-ma, e dopo averla beo posta in centro,segnasi leggermente le divisioni con piom-baggine mediante un’ alidada; ma primasegnansi leggermente con un compasso,una delle cui punte è a fungo, e 1’ altratiene una matita di piombaggine assaiQua, due circoli, fra i quali devono es-ser comprese le divisioni dei minuti equelle delle ore. Quando la pittura è benasciugata ponesi la mostra nel fornello,come abbiamo indicato, e con le stesseavvertenze.
Le mostre degli orologi grandi, quan-do non abbiano più di 12 a i5 pollicidi diametro, si fanno alla stessa guisa ;ma se sono più grandi si fanno di pezziriportati, ciascuno dei quali tiene le oreed i minuti corrispondenti ; questi varipezzi si fanno e si smaltano come le pic-cole mostre onde abbiamo parlato.
Quando si vogliono fare mostre assaipiatte, prendesi una lastra di vetro bian-chissimo, die tagliasi circolare, vi si fan-no i.fori necessari, e circondasi con uncerchiello di ottone lavorato e dorato 5millimetri più grosso del vetro ; aggiun-gonsi nei fori piccole ghiere simili, mache non risultano sul vetro che dì 4 Mil-limetri . Disposte le cose in tal guisa ,scrivonsi le ore, minuti, ec. dal rovescio,con nero d’Àlemagna macinato con ver-nice, e si lascia asciugare. In questo frat-tempo preparasi il bianco, che altro nonè se non calce spenta all’ aria e benlavata, con cui si fa una specie di polti-glia che rendesi più consistente con unpo’ di colla di pesce diluita con molla a-equa ben netta e limpida. Non si devestenderla col pennello, giacché, per quan-to m dli fossero i peli ond’ è fatto, nonsi potrebbero mai cancellarne i segni.Ecco il metodo che si tiene: otturasi concera fusa la commettitura del vetro colcerchiello d’ ottone ; poi nettasi bene il