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Tomo IX.
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marmitte, e si uniscono per coppie unapiccola sopra una grande, inclinandolei’ una verso T altra, introducendo l'orlodella pio piccola, e rovesciandola rapi-damente sulla più grande per guisa chela capacità interna ne resti totalmenteriempita.

Si luta 1 ’ orlo intorno la loro unionecon terra da forno.

Dispongonsi poscia tutte queste cop-pie nel forno le une sulle altre, avver-tendo di porre superiormente quelle checontengono gli ossi meno compatti, ser-vendosi del forno a volta fig. 1 5, e ope-rando all’opposto servendosi dell’altroforno. Ciascuna coppia di marmitte con-tiene circa a 5 chilogrammi di ossa, edoltengonsi colla calcinazione circa 1 5chilogrammi di carbone.

Il forno si carica allo stesso modo,quando si adoperano i cilindri, metten-do peraltro un coperchio (V. fig. 14)sopra il cilindro superiore che terminala colonna.

Quando il forno è carico, si chiude laporta dell'ingresso E con un doppio mu-ro di mattoni posti a secco o rivestiti dimalta: ciascuno dei du.e muri è di 4 pol-lici, e le fessure provenienti dalla disec-cazione della malta si chiudono durantela cottura. Si può anche fare un murodi molli pezzi contenuti in telai di ferro,nel qual caso basta lutare le giunture,cosi risparmiando le spese di costruir;questo muro che devesi demolir ognivolta.

Avendosi un fuoco di legna nel forno,si accresce gradatamente il calore, e simantiene con forza per dieci ore in mo-do di consumare due sterei di legna alpiù in un forno contenente da 60 a 70coppie di marmitte della capacità indica-ta di s 5 chilogrammi.

Chiudesi il registro del cammino e lapirla del focolare, intercettando così lai>«. %'ecnol. T. IX.

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corrente di aria, per cui l’interno calo-re si mantiene ancora per altre io ore.Dopo questo tempo, si apre 1 ’ accessoall’ aria per raffreddare il forno a segnodi poterne trar le marmitte. Ott’ore do-po apresi la gran porta E, e sei od ottoore ancora più tardi si può cominciarea trarne il carbone ottenuto. Gli operaisogliono prendere le marmitte con deglistracci per evitare di scottarsi le mani.

Cessato il raffreddamento dei vasi trat-ti dal forno, liempiesi un’ altra volta ilforno con vasi anticipatamente allestiti,e incominciasi una nuova calcinazionecome la già descritta.

Le marmitte della prima calcinazionesi trovano raffreddate dopo due ore diesposizione all’ aria.

Adoperando invece i cilindri, bisognaversare il carbone in ispegnitoi appro-priati.

11 carbone ottenuto con questo meto-do contiene sovente delle porzioni bian-che per effetto della combustione acci-dentale avvenuta , essendosi introdottadell’ aria attraverso i luti. Queste por-zioni di cenere sarebbero inutili nel car-bone adopralo alle chiarificazioni, e nuo-cerebbero all 1 intensità del nero, usan-dolo come materia colorante.

Si riduce in polvere il carbone cosìpreparato mediante un molino compostod’ una mola stabile, sopra la quale giraj un’altra mola colla velocità di 120 giriper minuto. Questa macchina è simile aquella da noi descritta all 1 articolo muli-no inglese , cui sono aggiunti un paio dicilindri scannellati posti sopra la tramog-gia, e mossi dalla medesima forza, i qualifrangono il carbone prima ch'entri frale due mole. Esso cade così pronto inun’altra tramoggia, dalla quale entra nel-la cavità centrale della mola superiore,come si fa macinando il frumento.

Il carbone, uscendo dalla macina, entra

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