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Tomo IX.
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Neki

tnnggi-»r parie ilei carbone Iratto seco :eravi un’uscita per dar passaggio ai gasdella combustione, i quali ritenevano an-cora sospeso alquanto carbone.

Di trailo in Iratto si andava a batterele pelli lese per far cadere il nero che siraccoglieva sul pavimento della camera.

Son varii anni che si adoperano allastessa fabbricazione i residui dei bitumi,dei catrami, ec. e si diversificarono gliapparali per ottenere questo nero fumo.L’apparato da cui si ottennero i miglio-ri resultali in grande componesi di moltestanze di mattoni ben colli, costruite arolla AA (fig. i 5 ), le cui commettituresono per fetta mente liscia te. Probabilmen-te sarebbe utile dipingere ad olio i mu-ri, per evitare che s’ introducessero ma-terie straniere che nuocerebbono allabuona qualità del nero.

Tutte le camere comunicano fra loroper alcune aperture laterali IB : ad unaestremità vi è un cammino C, unito adun fornu elle produce una corrente diaria, e in conseguenza trascina 1’ aria ditutte le altre camere fino nel fornello D,nel quale si opera la combustione. Que-sto fornello è formato d’ un vase di ghi-sa e più o meno grande, posto sotto unavolta. F. La capacità G, compresa tra lavolta, la capsula, e le pareti laterali, co-munico colla prima camera mediante untubo di lamierino It, e dal lato oppostocomunica colf aria esterna per un’ aper-tura I: questo tubo fa l'uffizio di refrige-rante e condensatore affine di ritenere al-cuni prodotti liquidi che colano da un al-tro tubo aggiunto I in una tioozza K. Ilnero più grossolano raccogliesi nel tubomedesimo, che devesi frequentementeruotare. Ottieusi il nero gradatamenteP'ù bello, e più fino, nelle camere chesi allontanano Sempre più dal forno oveS1 opera la combustione.

Per bruciare degli oli fissi o de’grassi

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fluidi, si può sostituire a questo fornouna specie di lampana a più becchi; nel-la quale il livello dell’ olio venga mante-nuto da un serbatoio separato. Tutte lefiamme dei becchi riunisconsi in un cap-pello conico di lamierino, il quale con-duce il fumo nelle camere.

Si adoperò anche un diverso appara-to, per bruciare gli oli essenziali di pocovalore,e trarne un nero fumo.Esso è com-posto d’ una caldaia cilindrica, simile aquelle usate nelle macchine a vapore. L’o-lio essenziale si fa evaporare in questacaldaia, e ridotto in vapore solleva unaanimella, entro dei tubi, e lo si fa arderealla loro estremità. La fiamma conducesi,come nell’ apparalo precedente, in uncappello conico. Quest’ apparato offri-rebbe qualche pericolo se l’animella nonagisse esattamente per evitare la retro-cessione della fiamma nella caldaia. Oc-corre inoltre un’ altra animella che si a-pra in senso contrario per far rientraliF aria quando si spegne il fuoco.

Finalmente sarebbe facilissimo otte-nere un neruluino più bello e con mag-giore regolarità, con tutte le materiegrasse resiuose, essenziali o bituminose,operando come si fa per ottenere il gas-light (V. illuminazione a Gas). Bastereb-be un piccolo gasornelro, perchè la com-bustionesi opererebbe a proporzione cheil gas verrebbe prodotto. Questo metodooffrirebbe qualche vantaggio in alcuniluoghi ove si potesse Irar profitto dal ca-lore prodotto dalla combustione.

In Inghilterra adoperasi un apparatoassai semplice e comodissimo per racco-gliere il nero fumo che sfugge dalla pri-ma camera quando sia bastantementefreddo per non bruciare i tessuti vege-tali.

Quest’ apparato è composto di mol-tissimi sacelli assai grandi AAA, fig. iG( di 8 a 9 piedi di altezza e 5 piedi di