Q 2 Nitrati
narsi colle terre contenute nell'argilla ab-bandonava l’acido nitrico ad una bassatemperatura, e si svolgeva in gran partesenza decomporsi. Quindi in mancanzadi alcali potrebbesi fabbricare i vetri e glismalti col nitro.
Il nitro riscaldato con diversi corpisemplici gli ossida, e ne risultano pro-dotti diversi. II solfo viene trasformatoin acido solforoso e solforico: svolgesidell’azoto e del gas nitroso , e rimanedel solfato di potassa. Si trasse vantag-gio, nella fabbricazione dell’acido solfori-co, da questa reciproca azione del nitro edel solfo. Si fa un miscuglio di 8 parti disolfo e i parte di n^tro, e si riscalda dol-cemente a contatto* dell’aria, e si produ-cono nel tempo stesso del gas nitroso odel gas acido solforoso, che entrano in unacamera di piombo, ove col concorso del-l’aria e dell’umidità formasi I’acido sol-forico.
Col carbone il nitro produce dell’aci-do carbonico che si unisce all’alcali, eforma un sottocarbonato di potassa cuierasi dato il nome di nitro fissato dalcarbone. Quest’operazione viene prati-cata tuttavia, e debbonsi avere alcuneavvertenze per evitar gli accidenti chepossono risultare da una troppo vivareazione. Si fa uso a tale oggetto d’unvase di ghisa di cui riscaldasi il fondofino al rovente oscuro, e vi si progettaper piccole porzioni un miscuglio di 3parti di nitro o d’una parte di carbonepolverizzato: ad ogni projezione produ-cesi una detonazione istantanea che ap-porta molla luce, ed anche una detona-zione fortissima secondo la quantità delmiscuglio gettatovi.
Malgrado l'energia di questa reazio-ne, tutte le parti del miscuglio non si de-compongono ugualmente, e spesso rima-ne qualche porzione di nitro non decom-posta, od almeno dell’iponilrito. Perciò,
Nitrati
onde ottenere una completa decomposi-zione, bisogna far arroventare di nuovoil vase di ghisa, e allora l'acido rimanen-te distruggasi affatto. Si lisciva il residuoper separare la piccola quantità di car-bone non decomposto, ed evaporando lalisciva si ottiene sottocarbonato di po-tassa assai puro.
D’ordinario per ottenere la potassaugualmente pura si preferisce il cremordi tartaro al carbone perchè questi duesali avendo la stessa base, e la decomposi-zione dell'acido tartrico essendo più lenta,la operazione riesce più facile.
Mescendo il nitro, il solfo e il carbo-ne in certe proporzioni , si prepara lapolvere d’archibugio. Y. polvere d’archi-bugio.
Facendo detonare in un crogiuolo ar-roventato un miscuglio di nitro o di an-timonio, si ottiene il così detto fondentedi Rotrou , o l’antimonio diaforetico nonlavato che è una combinazione di peros-sido d'antimonio e di potassa, o di solfatodi potassa quando si adoperò il solfurod’antimonio. Da questa materia se ne ot-tengono altre due, quando si lava com-pletamente coll’acqua : formansi due nuo-ve combinazioni, l’una solubile contenen-te molto alcali e poco ossido di antimonio;l’altra insolubile che contiene poco alcali emolto ossido. Questo si conosce sotto ilnome di antimonio diaforetico lavato.L’acqua di lavacro, saturandola con unacido, precipita un ossido bianco di an-timonio conosciuto sotto il nome materiaperiata di Kerkringius , altra volta usatain medicina.
L’arsekiato di potassa è un sale dicui si fa gran consumo nelle manifattureditele dipinte,adoperato come corrosivo.Lo si ottiene facendo riscaldare un mi-scuglio a parti uguali di ossido biancod’arsenico o di nitro. Per fabbricarlo ingrande, si riscalda il miscuglio graduata-