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Tomo IX.
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Ombhuxo Ombiieìxo iycf

differenza che si lasciano per le cucilure. all'estremi là del manico, e adattareIl tessuto spiegato presenta un triangolo all’ altro capo ili esso una specie diisoscele; si cuciscono ipezzi I uno con gruccia, rendendo così I’ ombrello alto1' altro pei lati uguali, formando in tal a servire di canna; e portarsi facilmenteguisa un circolo che ponesi sull ossatura, quando non piove. Questo miglioramen-in modo chele cucilure cadano sulle to venne generalmente adottato ; la for-stecche. La stoffa attaccasi pel centro ad ma della gruccia variasi in mille guise,un piccolo cerchio di tela, detto capei - Ma un meccanismo complicalo che ave-letto, fissato all’estremità del manico, e ( va unito a qnesta idea primitiva, noualle punte delle stecche che terminano venne approvato, nè fu adottato,con piccoli puntali d’osso o di inetalloi Nel 1810 Berle invaginò di fare unaper fissarvi la coperta. Igorna intorno all’ombrello, la quale ave-

in questi ultimi tempi si studiò molto va un tubo che si volgeva dal lato menoa fine di perfezionale la forma degli om- incomodo per versar I 1 acqua al di fuorihrelli. Invece di un tinello che prima io un solo punto. 1 disturbi che recavaponevasi ni l'est ru mi I à superiore del ma- questa costruzione non compensarono tnico, per sospenderlo, vi si adattò un vantaggi che se ne speravano, e la si ab-puntale, a tal che, rovesciando l'ombrello bandonò.

quando non piove, serve di canna, l’erjrenderlo più proprio a quest' uso, se ne

Nel 1813 Langoiroux sostituì tubimetallici al fusto di legno che aveva ser-

accorciò l'impugnatura in modo che non vito fino oli' ora a sostenere 1’ ombrello;sopravanzi di molto la cima delle stec .Questa costruzione li rese più leggeriche, e da quel lato il manico finisce coti,e venne adottata; in seguito si soalilui-un becco di corvo, od altra forma simile, rono piccoli bambù, aucora più leggeriPer impedire che in questa posizione^ più elastici.

arrovesciata le stecche si aprano iu par-| Nel i 8 t 3 Teclter perfezionò gli ora-fe, e perchè tanto esse come il tessutojbrelli contenuti in canne che aveva por-poggino contro il manico, si adoperò! tato d' Inghilterra. Erano queste canneprima un anello metallico che abbraccia-[formale di vari tubi metallici che rien-Va il lotto; poi vi si sostituì un nastrojtravano gli uni negli altri a cannocchiale

ed un bottone di madre perla.

Si abbandonarono da lungo tempo

per trarne l’ombrello; ponevansi in sac-cocia così uniti, lo che riusciva molto in-

d il tes- comodo. Tecker riunì tutti questi tubi

quegli ombrelli le Cui stecclsolo si piegavano in due, e il manico in•re, per riporli in un sncchell» o in ta-sca. Ben presto si conobbe quanto fos-jioglese; ma questi ombrelli costano cari,

alla cima dell’ombrello, ed evitò con ciòl’impiccio che davano quelli alla foggia

sero incomodi, e si anteposero a ra-igione quelli il cui manico è d’ un solojpezzo.

Daremo un breve cenno dei perfezio-namenti che si cercò d’introdurre nellocostruzione degli ombrelli senza buoneffetto.

Sagnier propose nel 1808 dì soslì-tuire un puntale all’ anello che v’ era

nè sono molto diffusi.

L’unico ritrovato che meriti notarsicome utile perfezionamento, fu la nuovafoggia di costruire i nodi imaginata daMichiele Mercier, tagliandoli Col bilancie-re, il che sollecita mollo il lavoro, lo ren-de più esatto e meno costoso. Quanto almeccanismo che egli vi aggiunse, non cisembra che possa tiuscire menomvnente