Band 
Tomo IX.
Seite
208
JPEG-Download
 

ao8 Oricem.o

della materia colorante. Cocq nella suamemoria propone di sostituire l'alcali vo-latile all' urina, la quale per altro nonagisce che per l’alcali volatile che con-tiene. Converrà farne l'esperimento , eprobabilmente se ne otterrà l’etfetto pro-posto. Se la fermentazione necessaria di-strugge alcuni principj, non si potrebbeprocurarla in un’altra maniera, od otte-nere lo stesso risultato con un altro me-todo ? Non conosciamo noi degli agentichimici più alti che la fermentazione adisorganizzare i vegetali ? Adoperando fu-rine, la calce diviene necessaria per Svol-gere l’ammoniaca, e questa calce, combi-nandosi colla materia colorante, formauna specie di lacca insolubile, perchè infatti lo stesso carbonato «li calce ha unagrande alhnità per questa materia colo-rante ; e risulta da un’osservazione diDufay che afferma aver veduto un pez-zo di marmo tinto con una soluzioneacquosa di oricello che dopo due anninon aveva provato alcuna alterazione .Ora si sa quanto facilmente la calce tras-formisi in carbonato, e quand’anche lamateria colorante non si combinasse collacalce si combinerebbe col carbonato for-matosi. l’erciò sarebbe utile usar l’am-moniaca invece dell’urina , tanto più chetutti gli altri sali contenuti nell' urinapossono nuocere nelle operazioni di tin-tura, giacché una piccolissima quantitàdi qualche sale può alterare la materiacolorante o la durevolezza del mordente,o la combinazione reciproca di questi duecorpi.

Quello inoltre che nuoce alla qualitàdegli oricelli di Francia sono le materiestraniere contenutevi abbondantemente.L’oricello delle isole ne è scevro perchè,essendo la pianta meglio sviluppata, puòtogliersi senza intaccare la pietra. Cocrjpensa che sia possibile separare la pietradal lichene se uou con un cribro almeno

OmcELi.0

coll'acqua o coll’ urina, perchè essendoesso più leggero , raccoglierebbesi allasuperfìcie, mentre la sabbia cadrebbe alfondo. Potrehbesi anche nsare un venti-latore.

Sembra certo che moltissimi lichenicontengano una materia colorante, manon è probabile che sia in tutti la stessa,e sarebbe interessante istituirne dellesperienze. Si citano fra gli altri il lichenrocella cui Berlhollet attribuisce loricel-lo delle Canarie e del Capo-Verde ; il li-chen parellus , il lichen Joliaceus omhili-catits, sublus , lacunosus, L., usato in I-svezia, secondo Kalm, per tingere la lanae la seta in rosso, e in violetto di buonatinta. Cocq indica inoltre la variolariaaspergilla , il lichen corallinus.

Siccome la materia colorante dell'ori-cello non si ottenne mai pura, i suoi ca-ratteri chimici sono sconosciuti . Si sasoltanto che il principio colorante è so-lubile nell'acqua fredda, nell' ammonia-ca e nell’alcoole. La sua infusione nel-l’acqua è d'un cremisino traente al vio-letto; gli acidi lo rendono rosso; l'allu-me vi forma un precipitalo d’un bruno-rosso, e il liquore conserva un color ros-so-giallastro : la dissoluzione di stagnofornisce un precipitato rossastro, e que-st’è il miglior mordente per fissare que-sta materia colorante. Un’ osservazionedegnissima di esame fatta dall’abate Nel-le! è che l’infusione acquosa di oricelloperde in pochi giorni d suo colore nelvuoto. Desfosses di Besanzonc osservoavvenire lo stesso col colore di tornasoleottenuto come si sa da un lichene.

L’oricello, anche nello stato d’imper-fezione in cui trovasi tutt’ora, è di unuso importantissimo nella tintura, perchèabbonda d’ una materia colorante assaivivace, per cui lo si adopera a renderepiù brillanti altri colori. Usasi lrequen-temente nella tintura in azzunu sul pan-