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sua sublimazione. E' dunque evidenteche questa sostanza, benché di saperdolce, non spetta alle materie zuccheri-ne, *d è assai diversamente composta.Fin qui peraltro essa non apparisce unprincipio colorante, e per riconoscerlacome tale cori vico ricorrere ad altri agen-ti. Fra gli acidi l'acido nitrico l'alteramaggiormente e la colora in rosso disangue, che poi svanisce. Quest’ acidoperaltro reagisce in modo analogo sopradiverse materie organiche che non spet-tano alla classe de'principii coloranti.Gli alcali, al contrario, esercitano un’in-fluenza che manifesta la sua vera natura.Versando un poco di ammoniaca nelladisiuluzione di questa materia, vedesiapuco a poco sviluppare una tinta fulvache diviene rossastra, e da ultimo di unl'osso bruno carico. Peraltro questo co-lore è assai lontano dalla bella tinta cre-misina dell’ micelio. Ma uon facendoreagire direttamente 1’ ammoniaca liqui-da, e soltanto esponendo questa sostanzaal vapore dell'alcali, poi lasciandola sec-care spontaneamente all'aria, la si vedepassare dal rosso-bruno al bruno violet-to, e disciolta in un’ acqua leggermentealcalina manifesta un color rosso-violettoAvarissimo.
Non saprei spiegare clie cosa avven-ga ; soltanto io so che l'azione dell’ ariaT1 contribuisce, e pensomi che quest’ a-z, oue non consista soltanto nel togliere1 ccesso dell’ammoniaca, ma bensì ossi-genando la materia zuccherina analizza-to. Certo senza il concorso dell’ aria laAdorazione è impossibile. Me ne assicu-ro' positivamente mettendo questo prin-ctpio colorante e il lichene medesimo aContatto dell’ammoniaca nel vuoto. Ri-corderemo un’ osservazione dell’ abatePellet, riferita da Berthollet , che il coloredell oricello sparisce nel vuoto, ma non sil"5o attribuire questo fenomeno ad una
Oricello Vi I
disossigenazione perchè facendo simulta-neamente reagirei’ aria e l’ammoniaca ionon mi accorsi di alcuno assorbimento.Importa dunque si facciano ulteriori in-dagini su tale proposito.
Citerò un'altra osservazione che il co-lore dell’oricello disciollo nell’acqua spa-risce completamente facendovi passareuna corrente di idrogeno solforato ; e,ciò che più è ad osservarsi, questa scolo-razione non dipende da uua sottrazionedi ossigeno. Basta per convincersi ag-giungere nella soluzione idrosolforatatanto alcali che basti a saturar 1’ acido, esi vede il color riprodursi intenso comeprima, benché siasi escluso il contattojdell’ aria. Questa scolorazione risultaadunque da una semplice combinazionecoila materia colorante. Cbevreul cosìpensò riguardo alla materia colorante delcampeggio e del tornasole, il quale si pre-para ugualmente con un lichene. Si ve-de che in tal caso l’aria ò realmente stra-niera ai fenomeni di colorazione e scolo-razione, e che potrebbe esser Io stessoin altre circostanze che non vennero ba-stantemente conosciute, e converrebbeesaminar nuovamente. Checché sia, que-sta materia si dee collocar fra le altrematerie coloranti, e importa di non darleun nome. Io la chiamerò orcina , avendoquesto nome il vantaggio di esser breve,e nel tempo stesso ricordare non soloI’ oricello, ma anche il lichene, da cui siritrae, perchè il lichen ordito è sinonimodi variolarìa dealbata.
Queste indagini confermano il pensa-mento di Cocq di sostituir 1’ ammoniacaall’urina. Infatti, si conobbe che basta ilcontatto alternativo dell’ammoniaca edell’aria per produrre la materia colo-rante del lichene, e renderla solubile nel-1’ acqua. Conviene osservar ohe quan-tunque l’ urina sia solubilissima, trovasiin tal modo unita a materie grasse e re-