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Tomo IX.
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Oribolo

Quando girasi 1' albero con una chia-ve incavata (V. chiave), che ne prendela cima lavorata in quadro, il tamburorimane immobile essendo indipendentedall’ albero : quindi la molla ravvolgesisempre più sopra I’ asse, e fa forza peristendersi. Si osservi che la lamina cosìcurva lira il tamburo per farlo girare,ma questo, ritenuto dagl’ingranaggi ondeparleremo, resiste a questo sforzo, e rima-ne immobile fino a tanto che si montala molla . Se si abbandona la chiave,I albero dovrebbe girare in verso oppo-sto: ma è trattenuto da una caricaturail cui nottolino B entra nei denti dellanuoTA a sega K. Questa è d’ acciaio,fissata sull’albero, ed i suoi denti obbli-gai, al fondo dei quali puntellasi il not-tolino B , non lasciano libera la rotazio-ne che per un solo verso; in modo chesi può girar I' albero con la chiave permontare 1' oriuolo. Ma quando abbando-nisi la chiave quest' albero non può re(recedere come il vorrebbe la tensionedella molla. La ruota a sega K tiene alcentro un foro quadrato , della stessaesalta grandezza di quella parte dell’ al-bero, il quale è pure quadrato così ingnel punto come nell' altro in cui entrala chiave. Questi pezzi veggonsi anchedisegnati nella Tav. VII delle Arti mec-coniche, fig. 8. L’ albero è tenuto fermofra le due cartelle HM.DN dell’ oriuolo( fig • 2 Tav . XLV delle Arti mec-caniche ), ed è cilindrico nei punti chele attraversano; la cima quadra che vienefesa dalla chiave esce per un foro fattonel quadrante o nel fondo della cassa se-condo la disposizione che si «là al mec-canismo.

Oriuolo 2 i 5

moto le ruote , come spiegheremo. Unamolla per essere stimata buona deve avernerbo, ed essere lunga in modo chequando è ravvolta nel tamburo vi facciacirca sei giri lasciando in mezzo un va-cuo di cinque a sei giri. Caricandola sulsuo albero i giri devono venire a sovrap-ponisi staccandosi successivamente l'unodall’ altro senza intaccarsi , e neppurescorrere gli uni sugli altri.

Nel modo che abbiamo descritto , visi fa sull’ orlo del tamburo una denta-tura E (fig. 2 ) che ingrana col rotismoe Io fa girare: questo meccanismo dicesitamburo girante , espressione impropria,giacché il tamburo deve girare in ognicaso per bastare allo svolgimento dellamolla; ma questa maniera di agire nor»adoprasi che quando si è lavorata la mol-la in guisa da renderla regolare, e loscappamento è libero per ottenere uneffetto costante in tutti i punti dello svol-gimento della molla. In generale si fannole molle molto più lunghe del bisogno ,affinchè basti che si svolgano per unapiccola porzione della loro lunghezza, ela loro azione non riesca troppo disu-guale nel periodo in cui la macchina devecontinuare a muoversi (circa 3o ore).( V. moi.i.a e RicARiCATORE ), Non si ado-perano i tamburi giranti che quando loscappamento è a cilindro, o a forza co-stante ( V. scappamento ). o negli olinoliche hanno un penduto per regolatore. Nelcaso che si adotti uno scappamento cheretroceda, si imaginò un meccanismo in-gegnosissimo che è il seguente.

2. 0 Piramide e catena.

Ecco adunque l'orinolo montato, ed è

diiaro chela molla tira con più o meno dibozail tamburo per farlo girare sul suo al-bero immobile. Questa forza di sv

Le fig . 4 e 3 rappresentano il tam-buro A senza dentatura ed il suoalbero li ; la piramide è nu pezzo difigura conica B , la cui superficie è co-luto della molla è quella che pone in perla d'un piano inclinalo che gira a