Band 
Tomo IX.
Seite
231
JPEG-Download
 

1

Or idolo

ke): talvolta, ma più di rado, hanno unasveglia, oppure segnano li data del me- (se e i giorni della settimana (V. GioRiri);jle fasi Innari , i movimenti dei corpi ce-lesti (V. NUMERO DEI DENTI DELLE RDOTE), iltempo vero ed il tempo medio (V equaziose), ec. Tutte queste indicazioni esi-|gonn particolari meccanismi che formanol'oggetto di altrettanti articoli separati,cui rimandiamo ; non perlereuio oraadunque che di quello che serve a segna-re le ore, i minuti ed i secondi.

In un oriuolo da tavolino si distin-guono cinque diverse parli che esamine-remo separatamente, e sono: il motore,il movimento o rotismo, lo scappamento,il penduto, la cassa ed altre parti acces-sorie. I vari pezzi ^impresi in ognuna diqueste parti somi'rl’ordinario eseguiti daaltrettanti operai: uno fende soltanto leruote; un'altro dà lo smalto alle mostre,uno non fa che rocchetti, un altro mollesoltanto, ec.; ma la suddivisione in cin-que parti da noi adottata basterà perdare una esatta idea della costruzio-ne degli oriuoli, del loro meccanismo edel loro modo d'agire: poscia daremo al-cune indicazioni generali relative a que-sta parte de'lavori dell'oriuolaio.

i. Motore.

Negli urologi da tavolino si adope-rano due sorta di motori, una gran mol-la curvata a spira in un tamburo, o unPeso attaccato ad una corda ravvolta suquesto tamburo. Nel primo caso la mol-la si carica con una chiave a incavoquadrato che prende l’albero quadro deltamburo; girando l’albero si obbliga adavvolgervi, e lo si ritiene nella posizio-ne cui si è condotto con una caricatura.Poco avremo a sogghignerà su tale pro-posito, questo meccanismo essendo lostesso di quello che abbiamo già descrit-

Oridolo a3i

to parlando degli oriuoli da lasca, ed es-sendosi già trattato a parte della costru-zione e disposizione delle molle. Nel ca-so che vi sia per motore un peso, si com-prende che la sua azione, sempre uguale,facondo girare il tamburo, pone in motola macchina, e questo movimento conti-nua fino a che il peso può ascendere.Spiegheremo il modo di adoprare questidue motori, e indicheremo quando s’ab-bia a preferire l’uno all’altro.

Siccome le grandi molle degli oriuolida tavolino devono muovere ruote piùgrandi di quelle degli oriuoli da tasca,così prendonsi più forti e più longhe. Visono de’tamburi del diametro di i pol-lice fino a i) ; In dimensioni cresconodi 3 in 3 linee; scelgonsi la forza del ro-tismo da muoversi, acciò la gran mollavi possa superare le resistenze. L’albe-ro intorno al quale ravvolgesi la molla haun terzo diametro; quando la molla è af-fatto svolta rimane un quarto del diame-tro di vuoto intorno all’albero: lo spazioche resta è riempito dalle spire dellamolla. I tamburi d’un pollice hanno mol-le di taa piedi, quelli di 4 hanno 32giri di molla, 6 a 8 di vano, ra a i5piedi di lunghezza di molla. E facile inognuno di questi casi, ridurre a calcoloquesti elementi (V. molla).

Negli oriuoli da tavolino non si ado-pera che la metà al più dei giri che può(are il tamburo per muovere le ruote: sicalcola la forza in modo che quando lamolla è giunta a questa metà del suo to-tale sviluppo, le resistenze abbiano unaforza uguale a quella che anfior rimanetdla molla per isvolgersi interamente ; al-lora le ruote si arrestano di per sè. Manegli orinoli da tavolino lavorali cun di-ligenza, non s'impiega che un terzo o unquarto dello svolgimento totale «Iella granmolla, per ottenere in tal guisa che laforza motrice sia quasi costante. Descri-