Oriuoi.o
madre su cui poggia la lenle. Bisogna cheuna porte dell’asta sia quadrata, e che lalente abbia pure un foro quadro acciò es-sanon giri, e le sue oscillazioni succeda-no regolarmente nel piano del suo grancircolo. Talora quest" asta è cilindrica,ma vi si adattano due aste laterali cheentrano in due forti verticali della lente,il che impedisce die si pieghi da verurilato. Quest'ultimo mezzo adoprasi spe-cialmente nei pendoli a grata di com-pensazione. Talora la vite di richiamo ela sua madre sono poste al di sopra del-la sospensione della molla, nel qual ca-so non fa d’ uopo fermare l’oriuolo perregolare il registro.
In tutti questi meccanismi, 1’ asta èabbracciata dalla forchetta come si dissee la forza del motore, trasmessa dalleruote fino allo scappamento, spinge laforchetta che fa l’uffizio di restituire al(modulo il moto che gli fanno perderele resistenze.
5 Cassa ed accessori.
Questi orinoli essendo bene spessomobiglie eleganti delle stanze , se neadorna la cassa di bronzi, di statue, dicolonne, di doratore , e d’altri oggettiestranei all’ arte dell’oriuolaio. Nulla^li-retno su tale proposito, la forma di que-st' ornamenti variandosi in mille guise,e regolandosi secondo la moda e i ca-pricci. Yi si lascia uno spazio per nic-chiarvi la macchina. Per lo più è un ci-lindro cavo ove pongonsi il rotismo laMostra ed il pendolo. Gli orinoli astro-nomici, e quelli delle stanze da studio, sichiudono in una cassa in forma di pila-S 1 ,H ) nella cui parte superiore v’ ha laMacchina, e nell’inferiore stanno il pen-duto, le corde ed i pesi. Te casse sonoquindi lavoro di vari artefici dal legna-tolo fino al bronzista ed al doratore.
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La cassa è anzi quella che accresce mag-giormente il prezzo di questi orinoli,eccettuati quelli falli, diligentemente, ese ne calcola il valore dalla ricchezzadelle dorature ed ornamenti che vi siapplicano.
Le macchine si fanno tutte in fab-briche, ove si eseguiscono io bianco, va-le a dire si tagliano le ruote e si unisco-no; altri operai rotondano i denti, fini-scono, poliscono e fanno camminare leruote; le punte dei [terni, i pendoli, leruote di scappamento lavoratisi da altriartefici; le mostre, gli aghi, le figure, lecasse, ec sono pure lavori d’altri ope-rai. Finalmente si può dire senza esa-gerazione, che per fare tutte le diverseparti di un orinolo da tavolino vengonosuccessivamente impiegati più di due-cento operai.
Il prezzo di un orinolo da tavolino asonerìa in bianco non oltrepassa i i 8 ail'j fianchi, secondo la sua grandezza;senza soneiìa costa la metà. Si com-prende che questo basso prezzo nondeve far apparire di molta importanzala recente invenzione di sostituire almetallo il cartone. Reca però sorpresail l edere un orologio, tutte le cui ruotesono di cartone, camminare con suffi-ciente regolarità : ma non vi è altro me-rito che di una difficoltà superata.
Le più rinomate fabbriche sono: i.°quella di Pons a San Nicola vicino aDieppe , che eseguisce più di 6ooo mac-chine all’anno,e cui venne accordala an-ni sono una medaglia d’oro; 2 .° quelladei fratelli Japy a Beaucourt Alto-Rena;5.° quella di Cahier e Comf 1 , a Parigi ;4- 0 di Wagner e Revillon celebri perla costruzione de’ grandi oriuoli; 5.° diJanvier oriuolaio meccanico che si di-stingue per abilità e cognizioni ; G.°di Breguet che eseguì i più belli ed imigliori oriuoli da tavolino che finora